Le mie idee

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Fincantieri-Stx: c’è un giudice a Bruxelles?
L’Huffington Post – 29 luglio 2017
di Alberto Saravalle
e Carlo Stagnaro

La mancata acquisizione dei cantieri Stx da parte di Fincantieri, per effetto della nazionalizzazione decisa in zona cesarini da Macron, ha sollevato – com’era prevedibile – un polverone. Alcuni commenti si sono incentrati sugli aspetti politici della vicenda, a partire dal repentino cambio di verso del neo presidente, che dopo essere stato eletto da europeista sembra muovere i primi passi nel più tradizionale solco colbertista. Altri si sono, invece, dilungati sulla eccessiva “apertura” del nostro paese (a contrario dei nostri vicini) o sulla inaffidabilità all’estero delle nostre imprese con un azionista pubblico. Infine, per i soliti sciovinisti la querelle è stata l’occasione per proporre misure di rappresaglia nei confronti delle imprese di oltralpe. Leggi tutto

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Poche riforme in Europa ma occorre farle subito
La Repubblica – Affari & Finanza – 24 luglio 2017
di Alberto Saravalle

Dopo anni di pessimismo sul futuro dell’Unione il mood in Europa è improvvisamente cambiato e si è passati a un ottimismo quasi eccessivo. Indubbiamente ci sono motivi per ben sperare: i segnali economici sono positivi, i popu-listi sono stati sconfitti in diversi paesi, e soprattutto Macron ha vinto in Francia con una piattaforma nettamente europeista. Anche Trump ha inconsapevolmente contribuito a rafforzare la consapevolezza di dover riprendere il futuro nelle nostre mani. Così, mentre fino a pochi mesi fa pareva impossibile anche solo ipotizzare una modifica dei Trattati, per l’impossibilità di trovare l’accordo di tutti i paesi sulle riforme necessarie, tale eventualità è stata ormai sdoganata dal rinnovato asse franco-tedesco. Leggi tutto

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Le elezioni francesi, il terrore e la legge di Murphy
L’Huffington Post – 21 aprile 2017
di Alberto Saravalle

La legge di Murphy (se qualcosa può andare male, lo farà) forse non ha solide basi scientifiche, ma molto spesso ci azzecca. Le elezioni presidenziali francesi sembrano darne ulteriore conferma. Lo scenario da incubo (un ballottaggio al secondo turno tra Le Pen e Mélenchon), che fino a poche settimane fa nessuno osava neppure immaginare, è non solo verosimile, ma per alcuni analisti anche probabile. Ormai – dopo Brexit ed elezioni Usa - dovremmo essere abituati a non dare molto peso ai sondaggi e soprattutto alle solide certezze degli opinionisti, ma finiamo per ricascarci ogni volta. Leggi tutto

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L’uovo di Colombo di un’Europa a più velocità
L’Huffington Post – 17 marzo 2017
di Alberto Saravalle

Il “mantra” nell’Ue in queste ultime settimane è “Europa a più velocità”. L’idea, tutt’altro che nuova, è stata ufficialmente sdoganata dalla Merkel al vertice di Malta agli inizi di febbraio. Ne accenna anche il recente Libro bianco sul futuro dell’Europa, che, però, si è limitato a includerla tra i cinque possibili scenari, senza darvi particolare enfasi (anche se, a ben vedere, è uno dei soli due concretamente realizzabili). In assenza di altre proposte da presentare alle commemorazioni del 25 marzo per il sessantesimo anniversario della firma dei Trattati di Roma, con sano pragmatismo, i leader di Francia, Italia e Spagna nel vertice di Versailles della scorsa settimana hanno avallato la soluzione. Ma è questo veramente l’uovo di Colombo che ci può consentire di superare il momento di stallo in cui versa l’Unione? E cosa implica? Leggi tutto

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Cinque pezzi facili. L’Europa merita di più
La Repubblica – Affari & Finanza – 13 marzo 2017
di Alberto Saravalle

A pochi giorni dal 60° anniversario della firma dei Trattati di Roma si è riaperto il dibattito sul futuro dell’Ue. Gli sherpa del Consiglio europeo del 25 marzo sono al lavoro per limare il testo della dichiarazione conclusiva che negli auspici dovrebbe dare qualche indicazione sulla strada da seguire. Non è il caso di farsi soverchie illusioni: spesso queste commemorazioni si risolvono in retoriche enunciazioni di grandi obiettivi per lo più irraggiungibili. Si pensi ai nobili discorsi su immigrazione, crescita e sicurezza comune di Renzi, Hollande e Merkel al vertice di Ventotene di fine agosto. Per far sì che la discussione sia più concreta, la Commissione ha presentato un libro bianco con i cinque scenari possibili per l’Unione a 27 da qui al 2025. Leggi tutto

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La Ue senza leader finisce in mano ai burocrati
La Repubblica – Affari & Finanza - 30 gennaio 2017
di Alberto Saravalle  

Il Parlamento europeo è ormai giunto oltre metà mandato e da più di due anni si è insediata la Commissione Juncker. E’ il momento di una mid-term review. In particolare, a che punto siamo nella realizzazione dell’ambizioso programma presentato a suo tempo per favorire la crescita, rilanciando gli investimenti nel mercato interno? I tre pilastri su cui si reggeva il programma – lo ricordiamo – erano: 1) Piano Juncker, 2) completamento dell’Unione Bancaria e 3) Capital Market Union. Cosa è stato realizzato in questo lasso di tempo? A prima vista, nonostante l’ingente mole di lavoro degli uffici e i reiterati annunci sui progressi fatti, non molto. Leggi tutto

huffington

Il referendum e la bufala del complotto
L’Huffington Post – 30 novembre 2016
di Alberto Saravalle

Con la sola (pur notevole) eccezione dell’Economist, le più autorevoli testate internazionali si sono nettamente schierate per il Si nel referendum. Altrettanto dicasi per i leader dei principali paesi dell’occidente, a partire da Obama e dalla Merkel. Per parte loro, poi, banche, fondi, investitori e analisti finanziari hanno da tempo manifestato serie preoccupazioni per l’evoluzione del quadro politico in Italia e, più in generale per l’euro, in caso di vittoria del no. Leggi tutto

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Il caos che ci aspetta
La Repubblica – Affari & Finanza - 7 novembre 2016
di Alberto Saravalle 

La realtà supera spesso l’immaginazione. Di questi tempi, però, quanto accade in politica ed economia è talmente imprevedibile che talora ci pare di trovarci in un incubo dal quale non riusciamo a svegliarci. Nell’ultima settimana, per esempio, le tanto intempestive quanto generiche rivelazioni del Direttore del Fbi hanno rimesso in pista Trump. Siamo così, in questo finale di partita, dinanzi al serio rischio di una vittoria che per molti mesi era stata relegata a mera astratta ipotesi. Anche sul fronte Brexit le notizie sono inquietanti: la High Court ha sancito a sorpresa che il governo britannico non può attivare la procedura per la fuoriuscita dall’Unione senza un voto del Parlamento. Leggi tutto

the times

Art disputes: the rise of mediation
The Times – 3 novembre 2016
di Alberto Saravalle

The National Gallery is defending its position over the 100-year-old Matisse masterpiece at the centre of a £24.6 million legal row, with claims that it was stolen. The portrait is of Greta Moll, Matisse’s muse, and her descendants are now claiming the painting was taken from the family after the Second World War during Nazi looting.

“Litigation is a continuation of business by other means.” This adaptation of the quote from Carl von Clausewitz in his seminal book, On War, is probably truer than ever. Leggi tutto

huffington

Dopo Ventotene l’Ue si prepara allo scontro con la Polonia
L’Huffington Post – 29 agosto 2016
di Alberto Saravalle

Il vertice di Ventotene ha cercato, in modo enfatico, di rilanciare il progetto europeo. Per ridare speranza a un elettorato ormai disincantato, quando si parla di Unione europea, però ci vogliono fatti e non solo generiche dichiarazioni su temi di improbabile soluzione a breve come immigrazione, crescita e sicurezza comune. Nonostante il nobile tentativo di Renzi, Merkel e Hollande, la realtà è che l’Europa è sempre più divisa. La Brexit non è stata un caso isolato. I conflitti interni aumentano continuamente e di questi tempi, la Commissione è talora costretta a chiudere un occhio per non fornire nuova benzina ai partiti euroscettici che remano contro la permanenza nell’Unione. Leggi tutto

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Dopo la tempesta Brexit è tornata la quiete, ma il conto è ancora da pagare
La Repubblica online – 6 agosto 2016
di Alberto Saravalle 

Dopo il primo mese, nel quale siamo stati bombardati da commenti su Brexit, inevitabilmente l’interesse dei media si è spostato su altri temi. I mercati, con l’eccezione del comparto bancario (ma questa è una storia a sé), stanno riprendendosi e gli operatori finanziari già guardano avanti. Anche lo spread sui titoli di Stato, inizialmente incrementatosi, è ormai rientrato nella normalità. Come dimostra l’indice della fiducia dei consumatori e delle imprese in Italia – aumentato a luglio dopo tre cali consecutivi – alle preoccupazioni iniziali stanno lentamente sostituendosi la rassegnazione per le perdite subite e la speranza che alla fine la crisi si risolva in modo più indolore del previsto. E’ questa una razionale aspettativa o si tratta solo di un pio desiderio? Leggi tutto

huffington

Brexit: che succede se vince il “leave”?
L’Huffington Post – 21 giugno 2016
di Alberto Saravalle

“Tutte le decisioni definitive sono prese in uno stato d’animo che non è destinato a durare”, diceva con la consueta acutezza Proust. È quanto sta accadendo in queste ore nel Regno Unito: quello che sembrava un trend crescente a favore della fuoriuscita dall’Unione, sembra essersi arrestato per effetto dell’ondata emotiva suscitata dall’assassinio di Jo Cox. Speriamo che i dati che parlano di un’inversione di tendenza siano veritieri. È, comunque, paradossale che una decisione così importante – non solo per il Regno Unito, ma per l’intera Europa – sia presa sulla scorta di fattori emotivi. Leggi tutto

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Un codice degli affari per sentirci europei
La Repubblica – Affari & Finanza – 30 maggio 2016
di Alberto Saravalle 

La crisi dell’Unione economica e monetaria ha molte cause. È vero che è nata con un vizio all’origine dal momento che non ha tenuto adeguatamente conto dei rischi del mancato coordinamento delle politiche fiscali e strutturali tra i Paesi dell’euro. Ma è anche vero che non è stata accompagnata dalle riforme per completare il mercato interno sul piano finanziario. Solo tardivamente si è iniziato a mettere mano all’Unione bancaria, all’unione del mercato dei capitali, al sistema di garanzia unica per i depositi. La fragilità della costruzione monetaria dipende però anche dall’assenza di comuni fondamenta sul piano del diritto degli affari che rendano più coesa l’eurozona. Occorre uniformare le regole del gioco, in modo da facilitare le operazioni transfrontaliere, facendo sì che esse stesse divengano un ulteriore fattore di convergenza. Leggi tutto

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Juncker e Tusk abbiano lo stesso coraggio di Draghi e si schierino contro l’”Europa dei muri”
L’Huffington Post – 9 maggio 2016
di Alberto Saravalle 

I muri non sono mai riusciti a fermare gli invasori. Già nella Bibbia le mura di Gerico sono crollate dopo sette giri rituali della città da parte degli ebrei che la assediavano. La grande muraglia in Cina non evitò le incursioni mongole né riuscì a proteggere i Ming dalle invasioni dei Manciù. In tempi più recenti si sa bene che il muro di Berlino, nonostante le circa duecento vittime nei ventott’anni in cui ha separato le due sezioni della città, non è riuscito a impedire le fughe dalla DDR. Anche la muraglia di protezione costruita da Israele in Cisgiordania a partire dal 2002 non ha evitato le infiltrazioni terroristiche e gli attentati. Eppure, sempre più spesso, si torna a parlare di erigere muri. Leggi tutto

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L’Europa impantanata sogna la spinta di un Delors
La Repubblica – Affari & Finanza – 18 aprile 2016
di Alberto Saravalle 

Una vecchia storiella racconta di un naufrago su un’isola deserta che affronta l’oceano e dopo un giorno di nuoto, quando ormai la terra ferma è in vista, torna indietro perché pensa di non farcela più. L’Europa è in una situazione simile. Rischia di perdersi per il timore dell’ultimo miglio, senza considerare che il costo a questo punto sarebbe infinitamente superiore a quello richiesto per completare gli sforzi e cercare un maggior grado d’integrazione. Chi si oppone a questa pericolosa china, lo fa generalmente per motivi idealistici, richiamando le ragioni che hanno consentito di superare atavici conflitti e creato una zona di grande benessere per 500 milioni di persone. Anche se i vantaggi dell’integrazione nella vita di tutti i giorni (dalla libera circolazione all’Erasmus, per non dire della moneta unica) sono sotto gli occhi di tutti, il crescente successo dei movimenti antieuropeisti è la prova che non bastano. Leggi tutto

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Le elezioni tedesche e il frammentato quadro politico europeo
L’Huffington Post – 22 marzo 2016
di Alberto Saravalle  

Le elezioni regionali tedesche hanno aggiunto un ulteriore motivo di preoccupazione per lo sviluppo del processo di integrazione in Europa. I primi commenti si sono soffermati soprattutto sulla significativa affermazione elettorale del partito antieuropeista di destra Alternative für Deutschland, ma si trattava di un risultato abbastanza scontato dopo le aperture ai migranti della Merkel e gli incidenti di fine anno a Colonia. A ben vedere, è assai più preoccupante la frammentazione del quadro politico: in due dei tre stati nei quali si è votato i due principali partiti non hanno insieme la maggioranza assoluta. Leggi tutto

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Dopo l’accordo con il Regno Unito, cosa rischia l’Ue?
L’Huffington Post – 11 marzo 2016
di Alberto Saravalle 

Nelle ultime settimane innumerevoli commenti si sono soffermati sulle possibili conseguenze della fuoriuscita del Regno Unito dall’Unione europea, evidenziandone i probabili effetti sul piano economico, finanziario, sociale e politico tanto per l’una che per l’altra parte. Si è parlato poco, invece, di quale impatto possano concretamente avere per gli altri Stati e per l’Unione le intese raggiunte nel Consiglio europeo del 19 febbraio che diventerebbero vincolanti in caso di esito favorevole alla permanenza nell’Unione del referendum del 23 giugno. Leggi tutto

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Trump, l’apprendista stregone che fa tornare indietro l’America
L’Huffington Post – 13 gennaio 2016
di Alberto Saravalle e Carlo Stagnaro

A poche settimane dal voto in Iowa (si parla del 1° febbraio) e delle primarie in New Hampshire (probabilmente il 9 febbraio), l’America si trova giocoforza a confrontarsi col fenomeno Trump, che gran parte dei commentatori inizialmente aveva preso sottogamba. Del resto che le élite intellettuali spesso prendano degli abbagli di fronte ai candidati populisti non è una novità: accade regolarmente su entrambi i versanti dell’Oceano Atlantico. Per esorcizzare il rischio del populismo occorre anzitutto comprenderne le ragioni. Leggi tutto

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Riforme strutturali l’unica ricetta possibile contro la stagnazione secolare
L’Huffington Post – 24 dicembre 2015
di Carlo Stagnaro e Alberto Saravalle

Poche espressioni hanno avuto la stessa fortuna di “stagnazione secolare”. Il termine – ripreso nei giorni scorsi anche dal nostro Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan – è stato utilizzato da Larry Summers in un importante discorso tenuto nel febbraio 2014, che ha recuperato una locuzione suggestiva utilizzata nel 1939 da Alvin Hansen. La provocazione di Summers ha generato un dibattito intenso e complesso, di cui è testimonianza, per esempio, il volume curato per il Ceps dagli economisti Coen Teulings e Richard Baldwin. Leggi tutto

huffington

Per eleggere i giudici della Consulta si facciano audizioni pubbliche
L’Huffington Post – 15 dicembre 2015
di Alberto Saravalle

 Ricominciano le votazioni per la nomina dei giudici costituzionali. È ormai un anno e mezzo che la Corte funziona a ranghi ridotti, perché il Parlamento in seduta comune non riesce a eleggere tre giudici la cui nomina è di propria spettanza. Nel frattempo siamo arrivati alla trentesima votazione senza che venisse mai raggiunto il quorum (3/5). Autorevoli giuristi, con alle spalle brillanti carriere accademiche e nelle istituzioni, sono stati così “sacrificati” sull’altare di questa rituale votazione. Per il momento sembra che si voti scheda bianca in attesa di una convergenza su nomi che trovino gli ampi consensi necessari. Per superare gli ostacoli e i tranelli nell’urna, perché non pensare per il futuro a una procedura trasparente che preveda delle audizioni pubbliche come negli Stati Uniti? Leggi tutto

XBMA

 The Italian M&A Boom – Where Did We Go Right?
XBMA – 9 dicembre 2015
di Alberto Saravalle


Although we have been hearing much about the latest M&A wave around the world, it may come as a surprise to some that the boom has reached Italy. In the last year and a half, the country, which for a long time was labelled “the sick man in Europe”, has become one of the most attractive M&A markets to invest in. To quote a line from the famous Broadway musical “The Producers”, we are wondering “where did we go right?”. In other words, what are the reasons underlying this unexpected boom that is bringing M&A levels closer to those of the golden years (2005, 2006 and 2007), especially given that only a few years ago Italy seemed on the brink of a forced exit from the euro. Leggi tutto

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Non deve essere una guerra dell’Occidente. E’ la guerra di tutti 
L’Huffington Post – 24 novembre 2015
di Carlo Stagnaro e Alberto Saravalle

A distanza di dieci giorni dagli attentati di Parigi, e dopo vari altri attacchi riusciti, tentati, annunciati o anche solo sospettati, tutto il mondo s’interroga su come affrontare questa nuova ondata di violenza che sembra più pericolosa e ad ampio raggio di quelle, pur drammatiche, che abbiamo sperimentato in Europa negli ultimi anni. L’eterno nodo tra libertà e sicurezza sembra oggi più intricato che mai. La tentazione di cedere al terrore è fortissima, al punto che lo stesso fondamento pratico e simbolico dell’Unione europea – la libertà di movimento delle persone fissata con gli Accordi di Schengen – è stato messo in discussione. Abbiamo letto moltissimi commenti in questi giorni, eppure, pochi sembrano porsi una domanda cruciale: cosa spinge un individuo a diventare un terrorista? Leggi tutto

wall

Italy Courts Investment 
The Wall Street Journal – 21 ottobre 2015
di Alberto Saravalle 

The good news is that Italy is officially pulling out of a recession. Yet major economic reforms are still necessary to prevent a relapse. As Rome considers its policy next steps, leaders should heed economists’ warning that judicial reforms remain essential to encourage foreign investment and to ensure these sparks of economic recovery are fanned into flames.

For years, the Italian civil justice system has been a prime target for reform. Last year, for instance, the International Monetary Fund cited the judicial system’s inefficiency as one of the main reasons for reduced investment, slow growth and a difficult business environment. Leggi tutto

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La legge sulla concorrenza: ce n’est qu’un début, continuons le combat! 
L’Huffington Post – 20 ottobre 2015
di Alberto Saravalle e Carlo 
Stagnaro

Giustizia, istituzioni, concorrenza e ora stabilità: non c’è riforma del governo Renzi (compiuta o in itinere) della quale non si sia scritto che “va bene, ma non basta”. Forse è vero, ma – a costo di apparire troppo orientati alla realpolitik - spesso tra il qualcosa di oggi e il niente (o quasi) che abbiamo avuto per un ventennio è meglio qualcosa.

In particolare, è stata criticata da più parti il disegno di legge Guidi sulla concorrenza (che da poco ha superato le secche del voto alla Camera). Leggi tutto

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Da Tsipras a Corbyn: purezza ideologica e governo
L’Huffington Post – 27 settembre 2015
di Carlo Stagnaro e Alberto Saravalle

Si possono coniugare estremismo e potere, purezza ideologica e governo? Questa domanda ci induce a rivisitare in modo organico le vicende, diverse ma simili, dei principali partiti della sinistra europea. Il tema ha da un lato una connotazione di “revisionismo storico” rispetto ai cambiamenti dell’ultimo ventennio (l’evoluzione della sinistra verso il mercato), ma dall’altro lato è anche una questione di strategia. Ci interroghiamo cioè su quali siano i reali obiettivi dei leader attualmente al potere. Leggi tutto

huffington

Non ci sono più gli autunni caldi di una volta 
L’Huffington Post – 2 settembre 2015
di Alberto Saravalle e Carlo 
Stagnaro

Anche quest’anno molti paventano un “autunno caldo”. L’espressione, apparentemente coniata dall’allora leader socialista De Martino, è entrata ormai nel gergo comune e viene frequentemente usata a sproposito, come in questo caso. Il riferimento storico, com’è noto, è all’autunno del 1969: i sindacati, allora molto più influenti, organizzarono una serie imponente di scioperi in occasione dei rinnovi contrattuali. Leggi tutto

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La madre di tutte le riforme è il taglio delle tasse
L’Huffington Post – 12 agosto 2015
di Carlo Stagnaro e Alberto Saravall
e

Cosa ci attende al rientro dopo la pausa di ferragosto? Molti si aspettano la conclusione della battaglia sul Senato elettivo. Noi, più che nel compimento delle riforme istituzionali, speriamo che settembre porti finalmente un taglio delle tasse. L’annuncio di Matteo Renzi ha suscitato le speranze dei supporter e lo scetticismo degli oppositori, ma ha il merito di riportare al centro dell’agenda politica quello che forse è il tema singolarmente più importante per le prospettive di crescita del Paese. Leggi tutto

huffington

Grecia: te la do io la democrazia 
L’Huffington Post – 7 luglio 2015
di Alberto Saravalle e Carlo 
Stagnaro

Il dado è tratto. La Grecia ha votato per il no. Non è chiaro cosa ciò voglia dire esattamente, in termini tecnici, perché la proposta su cui il popolo greco si è espresso non era neppure più in discussione, come molti hanno già messo in luce. È stata certamente una prova di forza di Tsipras che ha così dimostrato di non essere solo un irriducibile estremista isolato, ma un leader che – nel bene o nel male – ha la maggior parte del paese dalla propria parte. Per molti è stata una battaglia di democrazia. Ma è proprio vero? Leggi tutto

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Sul Trattato di libero scambio confrontiamoci sui fatti, non sulle ideologie
L’Huffington Post – 23 giugno 2015
di Carlo Stagnaro e Alberto Saravall
e

Pochi giorni fa il Parlamento europeo ha rinviato il voto nel quale l’assemblea plenaria avrebbe dovuto dare le proprie raccomandazioni in merito al TTIP (il Trattato di libero scambio in discussione tra Unione europea e Stati Uniti). Avvalendosi di una norma procedurale raramente usata, il Presidente Martin Schulz ha rinviato il testo in Commissione, dato l’elevato numero di emendamenti (116) proposti, per evitare l’imbarazzo di un voto sfavorevole. Merita dunque chiedersi per quali ragioni il TTIP incontra tanta ostilità in ambienti assai diversi e di opposto orientamento politico. Leggi tutto

huffington

Quest’Europa malata, curata dai medici di Pinocchio 
L’Huffington Post – 3 giugno 2015
di Alberto Saravalle e Carlo 
Stagnaro

La diagnosi è condivisa: l’Europa è gravemente malata e ha bisogno di una cura da cavallo a base di riforme. Il problema è che i molti medici che si accostano al suo capezzale offrono delle prognosi assai diverse. Come i medici di Pinocchio, però, il loro consulto è non di rado del tutto tautologico (“Se per disgrazia non fosse vivo, allora sarebbe segno che è morto davvero”). Leggi tutto

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Altro che Grexit, preoccupiamoci del Brexit 
L’Huffington Post – 6 maggio 2015
di Alberto Saravalle e Carlo 
Stagnaro

“Io vorrei… non vorrei… ma se vuoi…”: si potrebbe sintetizzare così, con le parole di Lucio Battisti, l’atteggiamento della Gran Bretagna verso l’Unione europea, alla vigilia delle elezioni che si terranno giovedì 7 maggio. Le votazioni, a ben vedere, potrebbero avere rilevanti conseguenze per l’Europa nel suo complesso. Il Regno Unito è, infatti, in preda a forti spinte disgregatrici interne (la non-del-tutto sopita aspirazione della Scozia alla secessione) ed esterne (non è un caso se molta parte del dibattito politico ruota attorno alla minaccia di “Brexit”, l’uscita dall’Unione europea). Leggi tutto

huffington

Una sola parola: riforme!
L’Huffington Post – 21 aprile 2015
di Carlo Stagnaro e Alberto Saravall
e

Quando il celebre fisico e premio Nobel danese Niels Bohr disse che “è difficile fare le previsioni, specie sul futuro”, certo non pensava alla politica italiana, ma è proprio qui che oggi trova plateale conferma la saggezza di questo paradossale aforisma.

Ben pochi, per esempio, avrebbero scommesso su una lunga durata dell’attuale legislatura, dopo il risultato inconcludente del voto nel 2013. Leggi tutto

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L’accordo con l’Iran non è il Patto di Monaco 
L’Huffington Post – 2 aprile 2015
di Alberto Saravalle e Carlo 
Stagnaro

L’accordo in dirittura d’arrivo tra l’Iran e il gruppo denominato P5+1 (che comprende i cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell’Onu e la Germania), oltre all’Alto rappresentante per la politica estera dell’Ue, è stato, da più parti, vituperato, prima ancora che ne sia conosciuto l’effettivo contenuto. Benché sia evidente l’utilità di un accordo con l’Iran per stabilizzare una regione nella quale già vi sono fin troppi focolai di conflitto, esso incontra molta ostilità tra i principali paesi dell’area (da Israele all’Arabia Saudita), trova una forte opposizione nel Parlamento statunitense e ha suscitato notevoli perplessità tra gli osservatori internazionali più disincantati. Leggi tutto

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L’Europa c’è
L’Huffington Post – 17 marzo 2015
di Carlo Stagnaro e Alberto Saravall
e

Per certi versi il 2014 è stato un annus horribilis per l’Ue. Le elezioni dell’Europarlamento hanno, infatti, dato voce ai partiti antieuropeisti in ogni paese. Si è così scatenata una campagna elettorale che ha trovato terreno fertile in un’Europa sfiancata da sette anni di crisi – durante i quali ben cinque paesi hanno affrontato crisi del debito sovrano (Grecia, Irlanda, Spagna, Portogallo, Cipro) oltre all’Italia che ne è stata lambita – con un nazionalismo (economico e politico che talora trascende nel razzismo) in crescita. Leggi tutto

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Liberalizzazioni, chi ha paura del socio di capitale? 
L’Huffington Post – 2 marzo 2015
di Alberto Saravalle e Carlo 
Stagnaro

Il disegno di legge del governo sulle liberalizzazioni, presentato nei giorni scorsi, ha subito suscitato polemiche, paradossalmente più su ciò che ne è rimasto escluso che sui suoi effettivi contenuti. Non vale la pena scaldarsi tanto: di fronte a questi provvedimenti eterogenei, più del testo iniziale, conta quello che esce dal voto parlamentare, dove ci sono molte “manine” pronte a intervenire nell’ombra per preservare privilegi e interessi di pochi. Del resto, le categorie interessate non hanno tardato a far sentire la propria voce, evocando chissà quali cataclismi se il ddl dovesse essere approvato. Leggi tutto

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Russia, bastone o carota?
L’Huffington Post – 19 febbraio 2015
di Carlo Stagnaro e Alberto Saravall
e

Nonostante la fragile tregua tra Russia e Ucraina, siamo a un punto che potrebbe, da un momento all’altro, divenire di non ritorno. Ma come siamo arrivati fin qui? La Russia ha enormi responsabilità, ma al contempo non si può dire che Stati Uniti e Unione europea non abbiano in qualche modo contribuito a esacerbarne il nazionalismo. Non si può parlare di una possibile adesione dell’Ucraina alla Nato o della sua associazione all’Unione europea senza tener conto delle inevitabili ricadute politiche, militari ed economiche per la Russia. Leggi tutto

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Grexit, c’è del metodo in quella pazzia 
L’Huffington Post – 5 febbraio 2015
di Alberto Saravalle e Carlo 
Stagnaro

Secondo un vecchio detto, se ho un debito in scadenza e so di non poterlo rimborsare non riuscirò a dormire, ma se il debito è molto importante, sarà il mio creditore a non dormire per la preoccupazione del mio default. La Grecia ha un debito di 240 miliardi di euro in base al piano di salvataggio internazionale a suo tempo concordato. La partita che si sta giocando in questi giorni ripropone i termini di questa storiella: il governo greco pensa che questo debito sia così rilevante da poter strappare delle sostanziali concessioni ai propri creditori, Leggi tutto

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Smantelliamo sussidi e distorsioni del mercato dell’energia: se non ora quando?
L’Huffington Post – 21 gennaio 2015
di Carlo Stagnaro e Alberto Saravall
e

La storia insegna che le politiche di disarmo, per funzionare, devono essere bilaterali. Il calo del prezzo del petrolio ci offre oggi l’opportunità inattesa e imprevedibile per operare un particolare tipo di disarmo: lo smantellamento di ostacoli regolatori e sussidi nei mercati energetici europei. È la tesi che propone la copertina dell’Economist, ma, secondo noi, vale la pena spingersi ben oltre quanto faccia il settimanale britannico. Infatti, le peculiarità del momento storico che stiamo attraversando inducono a rivedere nel suo complesso anche la politica energetica europea e la stessa raison d’être “dell’Unione” in questo particolare campo. Leggi tutto

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State sereni: nel 2015 non si vota  
L’Huffington Post – 2 gennaio 2015
di Alberto Saravalle e Carlo 
Stagnaro

Negli ultimi giorni dell’anno, come sempre, poco accade di politicamente rilevante, ma si moltiplicano i commenti sui dodici mesi alle spalle. Il 2014 è stato l’anno dell’avvento a Palazzo Chigi di Renzi. Sul tema abbiamo letto, com’era inevitabile, critiche ed elogi, recriminazioni e soprattutto speranze per il prossimo futuro. Tra i vari commenti, nelle discussioni alle quali abbiamo partecipato, è stata anche ipotizzata un’imminente tornata elettorale. Leggi tutto

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Tutti i nemici della spending review
L’Huffington Post – 15 dicembre 2014
di Carlo Stagnaro e Alberto Saravall
e

Perché nessuno riesce a tagliare la spesa? La domanda è molto seria. Quello guidato da Renzi è il terzo governo di fila – dopo quelli di Letta e Monti – ad avere la disciplina di bilancio come principale obiettivo. Questi governi, sulla carta, avevano ogni crisma per riuscire nella missione. Eppure, tutti hanno finito per perseguire l’equilibrio di bilancio attraverso artifici di corto respiro, che vanno dall’aumento delle imposte al mero rinvio di spese che, comunque, prima o poi dovranno essere sostenute. Leggi tutto

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L’Italia sarà malata, ma anche l’Europa non sta troppo bene
L’Huffington Post – 3 dicembre 2014
di Alberto Saravalle e Carlo Stagnaro

Mentre il dibattito interno di queste settimane è concentrato prevalentemente su temi di politique politicienne, quando si parla di politica economica (legge di stabilità, Jobs act, ecc) ci si continua a domandare se le medicine somministrate dal governo Renzi siano placebi, aspirine o potenti antibiotici. In altri termini, riusciranno far riprendere nel 2015 quello che, da anni, viene etichettato come il malato d’Europa? Leggi tutto

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Privatizzazioni: a volte ritornano
L’Huffington Post – 21 novembre 2014
di Carlo Stagnaro e Alberto Saravall
e

A volte ritornano. Non parliamo del libro di Stephen King né dell’omonimo film dell’orrore, ma delle privatizzazioni. Dopo una lunga eclissi, infatti, sembrano essere tornate nel radar del governo. È di pochi giorni fa l’annuncio dell’istituzione, presso il ministero dell’Economia, di un gruppo di lavoro in vista della quotazione del gruppo Ferrovie dello Stato, finalizzata alla cessione parziale del suo capitale. La cosa era nell’aria da tempo, ma finalmente assume concretezza e si aggiunge all’altro grande dossier aperto – sebbene ancora in fase di preparazione – relativo allo sbarco in Borsa di Poste Italiane. Leggi tutto

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Le elezioni di midterm americane: cosa cambia per l’Europa?
L’Huffington Post – 7 novembre 2014
di Alberto Saravalle e Carlo Stagnaro

Se il battito d’ali di una farfalla all’equatore può scatenare una tempesta al polo nord, figuriamoci un terremoto politico come quello che si è verificato in America con le elezioni di midterm. L’onda lunga dei commenti ai risultati è appena iniziata. Tutti si interrogano sulle cause del malcontento della middle class americana (nonostante un’economia che dopotutto cresce e non poco), sulla portata del successo repubblicano (storico o prevedibile?), sui compromessi possibili tra Obama e il congresso per rendere proficua la coesistenza per un biennio e sui candidati alle presidenziali del 2016 (Hillary Clinton, Jeb Bush, Ted Cruz, Marco Rubio, Rand Paul, ecc). Leggi tutto

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L’accordo Ue sul clima: una lezione di pragmatismo
L’Huffington Post – 30 ottobre 2014
di Carlo Stagnaro e Alberto Saravall
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Benché sembri raro di questi tempi, c’è un’Europa che sa imparare dai propri errori: quella che ha raggiunto, lo scorso 23 e 24 ottobre, il compromesso sul clima. Ed è a questo esempio che dovrebbe guardare l’Unione delle rigidità tedesche e dei tentativi, più o meno maldestri, degli altri paesi di sottrarsi al rispetto delle regole contabili. La discussione politica di questi giorni – con lo scambio di lettere tra Katainen e Padoan – ruota attorno allo sforzo di stiracchiare una coperta che ogni giorno appare più corta. Da un lato, il rispetto formale degli obblighi europei sulle politiche di bilancio, dall’altro, il protrarsi di una situazione recessiva che rende sempre più difficile far quadrare i conti. Quando le regole si dimostrano inadeguate a far fronte alle evoluzioni economiche o sociali, se non vengono prontamente cambiate, finiscono per essere ignorate. Leggi tutto

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Con la legge di stabilità Renzi cambia verso all’Italia e all’Europa
L’Huffington Post – 17 ottobre 2014
di Alberto Saravalle e Carlo Stagnaro

Preceduta da critiche al buio, accuse di mancate promesse o, per converso, elogi e incoraggiamenti, è finalmente arrivata la bozza della legge di stabilità. A questo punto deve necessariamente cessare la polemica politica pura sulla leadership di Renzi e si può parlare di fatti. Perché, per quanto si tratti ancora di una bozza che deve passare il vaglio di Bruxelles, e soprattutto del Parlamento (che, come si è visto nei giorni scorsi con il voto sulla nota di aggiornamento del Def, è tutt’altro che amico), oggi abbiamo in mano un programma definito di misure specifiche per affrontare la crisi senza fine in cui versiamo. Leggi tutto

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Crisi dell’Unione Europea: oltre la retorica delle cicale e formiche
L’Huffington Post – 8 ottobre 2014
di Carlo Stagnaro e Alberto Saravalle

Sta diventando sempre più chiaro che la questione attorno a cui si giocherà il futuro dell’Europa – e certamente quello della Commissione Juncker – è la riforma della governance economica dell’Unione. Se da un lato quello che Prodi definì’ il “Patto stupido” sta rivelando tutti i suoi limiti, dall’altro i suoi oppositori danno troppo spesso l’impressione di voler strumentalizzare critiche, di per sé condivisibili, con la speranza di tornare ai bei tempi delle politiche ‘tassa e spendi’. In realtà il problema c’è, ed è serio: ma, ancora prima di discutere del merito, è rilevante il metodo. Leggi tutto

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L’Italia non è il Regno Unito: la lezione scozzese
L’Huffington Post – 20 settembre 2014
di Alberto Saravalle e Carlo Stagnaro

Provate a immaginare uno scenario ipotetico in cui anche in Italia si vada al voto per la secessione del Veneto. I sondaggi danno margini bassissimi di differenza tra il sì e il no. Il presidente del Consiglio in carica gira le piazze di Padova, Venezia, Treviso, ecc. per convincere gli indecisi a votare no, promettendo delle riforme che aumenteranno il grado di autonomia della Regione sul piano fiscale, del welfare e dell’utilizzo delle risorse proprie ben al di là di quanto preveda ora il Titolo V della Costituzione. Le telecamere dei telegiornali che riprendono il pubblico nelle piazze mostrano volti tra l’incredulo e il divertito. Ecco, la differenza tra l’Italia e il Regno Unito è tutta qui. Quando Cameron – sia pur tardivamente – ha promesso agli scozzesi di accordare loro maggiori poteri in quei settori, gli scozzesi gli hanno creduto. E anche il leader dei separatisti scozzesi Salmond, nel discorso con il quale ha riconosciuto la sconfitta, si è limitato a dire di fare presto. Leggi tutto

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Tutte le riforme sono uguali, ma alcune sono più uguali delle altre
L’Huffington Post – 11 settembre 2014
di Carlo Stagnaro e Alberto Saravalle

Il dibattito politico degli ultimi giorni si è per lo più soffermato sulla determinazione del governo nel realizzare le riforme promesse: stiamo usando la “ruspa” o siamo ancora al “cacciavite”? La discussione ci pare sterile (entrambi sono necessari), mentre sembra più importante capire a quali tra le tante generiche riforme “strutturali” in agenda da anni dovrebbe essere data la priorità. Non solo per le esigenze oggettive del paese, ma soprattutto per comunicare la ferma volontà di cambiare verso. In questo senso, parafrasando La fattoria degli animali si può dire che tutte le riforme strutturali sono ugualmente importanti, ma alcune sono più importanti di altre. Sono quei provvedimenti che, per le ragioni più disparate (incluso il loro valore simbolico), sono più facilmente comprensibili al resto del mondo (dagli investitori esteri ai Commissari europei) e pertanto valgono da affidabili indicatori sulla effettiva forza riformista del governo. Leggi tutto

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La resa dei conti (in rosso) delle municipalizzate
L’Huffington Post – 4 settembre 2014
di Alberto Saravalle e Carlo Stagnaro

Tra i dossier eliminati all’ultimo momento dal decreto “sblocca Italia” approvato dal Consiglio dei Ministri di venerdì scorso, uno dei più rilevanti è senza dubbio quello del taglio delle municipalizzate. Non solo perché può comportare risparmi di spesa di almeno 500 milioni nel primo anno e, nell’arco di 3-4 anni di due o tre miliardi (che comunque di questi tempi non sono pochi), ma anche e soprattutto perché è il primo banco di prova del governo sulla spending review. Inoltre, si tratta di un programma che, oltre a migliorare il livello e abbassare il costo dei servizi, potrebbe avere positive ricadute economiche liberando risorse per investimenti locali e creando sinergie tra le imprese interessate. Leggi tutto

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Mao aveva ragione: la rivoluzione non è un pranzo di gala
L’Huffington Post – 20 agosto 2014
di Carlo Stagnaro e Alberto Saravalle

Per metterla in termini cinematografici, non si può certo dire che quella del 2014 sia stata una lunga estate calda: ma per il governo Renzi l’autunno rischia di essere rovente. La deludente performance macroeconomica dell’eurozona, e il ritorno dell’Italia alla recessione, sono le colonne d’Ercole che il premier dovrà superare: per raggiungere il suo obiettivo politico (consolidare il successo elettorale e restare nella storia contemporanea del nostro paese) dovrà adottare misure tali da produrre effetti sull’economia (la ripresa). Leggi tutto

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Renzi e il “fuoco amico”
L’Huffington Post - 5 agosto 2014
di Alberto Saravalle e Carlo Stagnaro

Negli ultimi giorni abbiamo assistito a una serie di pesanti attacchi nei confronti del governo. Per certi versi potrebbe dirsi che si tratta di “fuoco amico”: come quando l’artiglieria spara per errore alle proprie truppe. Il durissimo editoriale di Scalfari che – solo due mesi dopo aver scritto che alle elezioni europee bisognava votare Renzi – invoca la Troika (Commissione, BCE e Fondo Monetario) e paragona il Presidente del Consiglio a Craxi la dice lunga. Ma anche da altre autorevoli parti sono fioccate severe critiche al governo per la sua asserita incapacità di realizzare le riforme promesse oportare avanti la famigerata spending review e per i cedimenti alle lobby o gruppi d’interesse, minando così alla radice la portata delle manovre annunciate. Leggi tutto

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Scacco matto alla Russia con il libero scambio
L’Huffington Post – 28 luglio 2014
di Carlo Stagnaro e Alberto Saravalle 

Il mondo sta cambiando. I rapporti di forza tra i principali attori sulla scena internazionale – e gli strumenti con cui essi perseguono i propri obiettivi geopolitici – stanno evolvendo con grande rapidità. L’acuirsi in queste settimane della tensione in Ucraina, con l’abbattimento del jet malese, rappresenta forse l’acme di un fenomeno complesso: le principali potenze si stanno reciprocamente sondando. Mosca, in particolare, sta giocando un gioco pericoloso nelle varie aree critiche dello scenario internazionale (Siria, Gaza, Ucraina, Libia, Iraq) per verificare fino a che punto possa spingersi. Stati Uniti e Unione europea, però, non sembrano riuscire a rispondere con sufficiente determinazione. Le esitazioni dell’uno forniscono l’alibi alle incertezze dell’altro. Sarebbe sbagliato, a nostro avviso, pensare che la sola possibile risposta al neo espansionismo russo sia l’imposizione di sanzioni commerciali. Esse sono, infatti, una soluzione inevitabilmente di breve termine. Leggi tutto

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Flessibilità, quell’oscuro oggetto del desiderio
L’Huffington Post - 15 luglio 2014
di Alberto Saravalle e Carlo Stagnaro

Per alcune settimane prima dell’inizio del semestre di presidenza italiana dell’Unione europea la parola d’ordine è stata “flessibilità”: veniva ripetuta incessantemente in tutti i consessi pubblici, oltre che sulle pagine dei principali giornali. Sembrava dovesse rimpiazzare definitivamente quelle in uso dallo scoppio della crisi dei debiti sovrani in Europa – rigore e austerità – contro le quali si erano accaniti in questi anni alcuni economisti “keynesiani vecchio stampo” (Krugman in primis) e che ormai sono invise a larga parte della popolazione europea. I risultati delle elezioni del Parlamento europeo poi, con la forte affermazione dei movimenti euroscettici, hanno confermato questo nuovo orientamento antirigorista. Si pensava che sulla scia di questo comune sentire, il nuovo semestre sotto la guida di un leader riformista, apparentato con la famiglia dei socialisti europei e forte di un grande successo elettorale, dovesse necessariamente segnare un nuovo corso di politiche fiscali ed economiche in Europa. Il sogno di una facile evoluzione in tal senso, però, è durato poco e il risveglio, prima con le parole di Barroso e quindi in modo più netto del Ministro delle finanze tedesco Schaeuble, è stato brusco: non si è mai parlato di modificare le regole del patto di stabilità, dobbiamo piuttosto fare quanto scritto nelle regole. Leggi tutto

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Quante autorità indipendenti? E’ l’ora del tagliando
L’Huffington Post – 30 giugno 2014
di Carlo Stagnaro e Alberto Saravalle

Chi controlla i controllori? L’antica domanda di Giovenale ha trovato una (involontaria) risposta estrema nelle famose parole di Richard Nixon: “Se lo fa il Presidente, vuol dire che non è illegale”. Chiunque non le trovi convincenti, deve misurarsi con delle complesse architetture fatte di pesi e contrappesi che da un lato consentano agli organismi politici di poter prendere decisioni efficaci, dall’altro ne limitino l’arbitrio. Lo sviluppo delle autorità indipendenti nasce proprio da questa esigenza: ma con quali risultati? È difficile dare una risposta univoca. Di certo, anche nel nostro paese è necessario fare un “tagliando” al sistema delle authorities. Il Decreto PA appena emanato fa un tentativo in tal senso, ma si tratta di un passo per certi versi troppo timido, per altri in una direzione non del tutto comprensibile. Infatti il decreto rischia di ridurre a mera questione organizzativa – la sede delle Autorità, le incompatibilità del personale, ecc. – un tema che è al tempo stesso più alto e più ampio. Leggi tutto

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Contro la corruzione e le frodi societarie: impara a fischiettar
L’Huffington Post - 19 giugno 2014
di Alberto Saravalle e Carlo Stagnaro

Si suole dire che il plagio è un atto di omaggio: chi copia ammira. Ebbene per molti versi noi ammiriamo il sistema legale statunitense che riesce a essere più efficace di altri. Specie per quanto riguarda la lotta all’evasione fiscale, alle frodi societarie e alla corruzione. Ovviamente, non è che oltreoceano non esistano evasori, truffatori e corrotti: si stimano 450 miliardi di dollari di evasione e la cronaca di questi ultimi anni abbonda di frodi miliardarie (basti citare i casi Enron e Madoff). Ma lì vi sono norme adeguate, le agenzie che ne assicurano l’attuazione sono, nel complesso, efficienti e le sanzioni sono severe. Più in generale, c’è un clima che stigmatizza questi comportamenti e chi sbaglia, paga e al ritorno nella società civile viene ostracizzato. Leggi tutto

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Un nuovo sbarco in Normandia: viva il libero scambio
L’Huffington Post - 7 giugno 2014
di Carlo Stagnaro e Alberto Saravalle

Settant’anni dopo lo sbarco in Normandia, l’America potrebbe tornare in Europa aiutando a liberarci, questa volta dai lacci e lacciuoli di dirigismo e nazionalismo. Per dirla in termini marxiani si tratta di “un’impronta cosmopolitica alla produzione e al consumo di tutti i paesi”, togliendo “di sotto i piedi dell’industria il suo terreno nazionale, con gran rammarico dei reazionari”. La citazione del “Manifesto del Partito Comunista” è ovviamente provocatoria, ma la conclusione di un accordo di libero scambio e investimenti tra Unione Europea e Stati Uniti (la Transatlantic Trade and Investment Partnership) aprirebbe importante prospettive di crescita e benessere di tutti. La Ttip, che l’Italia ha posto tra le priorità della sua presidenza di turno dell’Ue, comporta un allargamento degli spazi di cooperazione tra le due principali economie mondiali e, soprattutto, rappresenta un’opportunità forse unica per rimuovere barriere agli scambi ormai anacronistiche. Leggi tutto

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Europee, avimmo passato ‘a nuttata
L’Huffington Post – 29 maggio 2014
di Alberto Saravalle e Carlo Stagnaro

Come direbbe il grande Eduardo De Filippo: avimmo passato ‘a nuttata. Le elezioni europee sono ormai alle spalle e abbiamo sventato il rischio di ritrovarci per l’ennesima volta sul banco degli imputati, tacciati di essere un paese sempre inaffidabile. Anzi: questa volta siamo noi a uscirne a testa alta, potendo “fare le pulci” ad altri paesi europei che hanno dimostrato di avere problemi interni ben maggiori. Basti pensare ai nostri cugini d’oltralpe, travolti dal successo elettorale di Marine Le Pen. Ma la festa non può durare a lungo. Occorre lavorare, molto, presto e bene per mettere a frutto il capitale politico di cui disponiamo in Italia e in Europa. Leggi tutto

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Contro la corruzione la ghigliottina non basta
L’Huffington Post – 22 maggio 2014
di Carlo Stagnaro e Alberto Saravalle

Dopo due settimane nelle quali ha tenuto banco su tutti i giornali, il dibattito su corruzione e appalti pubblici sta gradualmente scemando. Delle molte voci che si erano levate scandalizzate, invocando nuove leggi, poteri speciali e riforme epocali, a breve resterà solo un vago ricordo. Tutt’al più – temiamo – le attese riforme si tradurranno in un ulteriore aggravio degli adempimenti burocratici. Leggi tutto

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Questa volta parliamo male dell’Europa
L’Huffington Post – 12 maggio 2014
di Alberto Saravalle e Carlo Stagnaro

Siamo europeisti convinti, ma questa volta anche noi vogliamo parlare male dell’Europa. Riteniamo, infatti, che non si faccia un buon servizio all’Unione lasciando ai suoi denigratori a tutto tondo il monopolio delle critiche. Si finirebbe per stare sulla difensiva. Per far progredire la costruzione dell’Ue bisogna invece avere il coraggio di riconoscere apertamente anche ciò che non funziona sul piano strutturale e poi ripartire da lì. E ci riferiamo in particolare allo squilibrio tra gli Stati, alla prevalenza degli interessi nazionali, alla mancanza di politiche comuni dove veramente servono, all’accountability politica. Leggi tutto

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Pulizie di primavera per la burocrazia
L’Huffington Post – 29 aprile 2014
di Carlo Stagnaro e Alberto Saravalle

Riformare la Pubblica Amministrazione è certamente un vaste programme, come direbbe De Gaulle. Da noi se ne parla sempre più spesso con rassegnazione, come si trattasse di unamission impossible. A volte si offrono perfino improbabili giustificazioni antropologiche sulle irriformabili abitudini degli italiani, a confronto con i nostri vicini che – beati loro – vantano scuole di formazione d’eccellenza per i grand commis. Dal momento che si ritiene di non poter intervenire per rendere più efficace e trasparente la sua azione, tutt’al più ci si limita a cercare di ridurre i compensi dei più alti funzionari. A ben vedere, questa inefficienza ha non solo gravi impatti sulla nostra economia, limitandone la crescita, ma anche effetti distorsivi nel rapporto della PA con i cittadini. E il rimedio, rischia di essere peggio del male. Leggi tutto

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Sicurezza energetica: troppo seria per lasciarla agli Stati
L’Huffington Post – 14 aprile 2014
di Alberto Saravalle e Carlo Stagnaro

In queste settimane che precedono le elezioni del Parlamento europeo si fa un gran parlare dei problemi dell’Europa e degli asseriti danni che le politiche imposte da Bruxelles avrebbero causato alle economie nazionali. Molto poco si dice invece dei costi e problemi che la mancata integrazione produce. Il settore dell’energia è un buon esempio di un’Europa che ancora non c’è sotto il profilo strategico, dell’approvvigionamento e delle grandi reti. In vista del semestre di presidenza italiano, sarebbe bene lavorare su un tema di vasta portata come questo. Che peraltro non ha soltanto valenza politica ed economica, ma si rifletterebbe positivamente sui costi delle bollette dei consumatori europei. Leggi tutto

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L’insostenibile complessità della semplificazione
L’Huffington Post – 4 aprile 2014
di Carlo Stagnaro e Alberto Saravalle

Less is more” è una frase, resa celebre dal grande architetto Mies van der Rohe, a proposito del design minimalista. Il concetto sembra attagliarsi altrettanto bene all’ordinamento giuridico e al sistema burocratico del nostro paese. La loro complessità e farraginosità, ben fotografate da vari rapporti internazionali (per esempio Doing Business e World Governance Indicators), sono indubbiamente una delle principali ragioni strutturali dei bassi tassi di crescita del nostro paese. Leggi tutto

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L’Italia e l’Europa: un matrimonio di interesse
L’Huffington Post – 27 marzo 2014
di Alberto Saravalle e Carlo Stagnaro

Da un recente sondaggio sembra che solo il 32% degli italiani abbia fiducia nell’Unione europea e un terzo sarebbe addirittura pronto a uscire dall’euro (anche se a molti non è chiaro cosa ciò voglia dire e quali implicazioni ne conseguirebbero). E’ difficile dire se, al di là della facile retorica federalista, vi sia mai stato vero amore per l’Europa ma oggi è indubbio che, tutt’al più, può parlarsi di un matrimonio d’interesse. Quali siano i vantaggi per l’Italia dall’appartenenza all’Unione è, tutto sommato, abbastanza facile a dirsi, anche se in questi ultimi tempi sono spesso dimenticati. Più difficile, almeno a prima vista, è invece determinare perché sia importante per l’Ue che l’Italia, nonostante tutte le sue manchevolezze e inadempienze, resti nell’eurozona e più in generale sia vincolata alle politiche di Bruxelles. Il premier Matteo Renzi ha sottolineato il nostro storico ruolo nel corso del recente vertice europeo. Leggi tutto

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Quando il gioco si fa duro, i duri tagliano le municipalizzate
L’Huffington Post – 17 marzo 2014
di Carlo Stagnaro e Alberto Saravalle

Un celebre proverbio americano, reso ancor più popolare da John Belushi nel film Animal House, recita “quando il gioco si fa duro i duri iniziano a giocare”. Il dibattito sulla spending review sta entrando nel vivo: dopo la presentazione del primo piano di riforme del governo, è evidente che per far fronte al taglio del cuneo fiscale, che dovrebbe essere operativo già dal mese di maggio, è essenziale trovare molte più risorse e subito. Non basteranno le attese vendite di auto blu. Renzi deve dunque cominciare a giocare duro e il prossimo terreno di gioco potrebbe essere la galassia delle partecipate degli enti locali. Leggi tutto

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Europeisti si, ma non velleitari
L’Huffington Post – 6 marzo 2014
di Alberto Saravalle e Carlo Stagnaro

E poi e non ne rimase nessuno. E’ il titolo di un famoso libro di Agatha Christie (più noto come Dieci piccoli indiani), ma oggi potrebbe anche essere la conclusione di un saggio sulla fine dell’europeismo nel nostro paese. Se, infatti, consideriamo tutti i partiti rappresentati in Parlamento, è agevole constatare come il tasso di filo-europeismo sia ormai molto ridotto: ma, soprattutto, come – mentre le forze euroscettiche lo siano esplicitamente – quelle europeiste quasi tendano a nascondere, o comunque a non dare centralità, a questa loro caratteristica. Come se parlare d’Europa fosse privilegio di chi non la vuole. Leggi tutto

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Monti, Letta, Renzi: il ritorno alla normalità?
L’Huffington Post – 28 febbraio 2014
di Carlo Stagnaro e Alberto Saravalle

Era un lavoro sporco, ma qualcuno doveva pur farlo. Se mettiamo in prospettiva le vicende politiche degli ultimi anni, possiamo individuare un filo rosso che, dalla lettera della Bce del 5 agosto 2011, conduce fino al qui-e-ora. Il comune denominatore di un’evoluzione certamente caotica e per molti versi insoddisfacente non sta tanto nelle “cose fatte”, ma nel modo diverso con il quale guardiamo ai problemi politici ed economici. Leggi tutto

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Renzi, niente fuochi d’artificio, please
L’Huffington Post – 19 febbraio 2014
di Alberto Saravalle e Carlo Stagnaro

Giorno dopo giorno cresce l’attesa per lo scioglimento della riserva da parte del premier designato Renzi e, soprattutto, per i nomi dei Ministri (con lo stesso spasmodico interesse con cui si attende la lista dei finalisti di Sanremo). Con il consueto stile, al quale ormai ci stiamo abituando, Renzi ha anticipato le prime riforme che intende portare a compimento a tappe forzate: una al mese (istituzioni, lavoro, burocrazia e fisco per cominciare). Dal suo staff trapelano poi anticipazioni sulle mosse successive che dovrebbero completare il disegno di grande riforma dello Stato da realizzare entro la fine della legislatura. Leggi tutto

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Con la staffetta Letta-Renzi gli italiani possono star sereni?
L’Huffington Post – 14 febbraio 2014
di Carlo Stagnaro e Alberto Saravalle

Le dimissioni di Enrico Letta e il probabile incarico a Matteo Renzi sono un passaggio decisivo per il futuro dell’Italia. Dalle prossime scelte di Renzi vedremo se il segretario del Pd è davvero la novità che promette di essere.

Per capire cosa deve fare e da quale punto di partenza muoverà i primi passi il (quasi) premier incaricato, serve anzitutto una valutazione serena e oggettiva dell’esperienza precedente. A Letta bisogna riconoscere alcuni successi politici (in particolare, la crisi indotta nel centrodestra) e un importante profilo internazionale, come ha scritto Pierluigi Battista. Leggi tutto

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Er Titolo V, ma de che?
L’Huffington Post – 7 febbraio 2014
di Alberto Saravalle e Carlo Stagnaro

Si è appena assopita la polemica sulla riforma elettorale con l’accettazione – più o meno rassegnata – dell’Italicum e si sta per aprire il dibattito sulla riforma del Titolo V della Costituzione. Il tema è un po’ più ostico (come si evince dal nostro titolo) rispetto alla legge elettorale sulla quale ognuno, come per le formazioni calcistiche, ritiene di avere la ricetta giusta. Pertanto, finora, è passato abbastanza inosservato e sembra avere un maggiore consenso tra tutte le forze politiche, con la consueta eccezione del Movimento 5 Stelle che ha già iniziato la propria battaglia di retroguardia. Leggi tutto

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Il caso Electrolux, la “svolta di Pordenone” e il futuro ell’industria in Italia
L’Huffington Post – 29 gennaio 2014
di Carlo Stagnaro e Alberto Saravalle

La crisi dell’Electrolux, con la potenziale chiusura dello stabilimento di Porcia (PN), è l’ennesimo segno del declino industriale italiano. Il vertice sulla crisi al ministero dello Sviluppo economico si è concluso con una fumata nera. Eppure il modo in cui la negoziazione si è sviluppata, col contributo determinante della Confindustria pordenonese, nasconde i germogli di una possibile evoluzione delle nostre relazioni industriali, che va ben al di là della vicenda specifica e in qualche misura prescinde dalla sua conclusione. Leggi tutto

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La settimana di passione della giustizia italiana
L’Huffington Post – 24 gennaio 2014
di Alberto Saravalle e Carlo Stagnaro

Questa è stata la tradizionale settimana dedicata al “pianto greco” sulla giustizia che non funziona in Italia. E’ ormai un rituale che si consuma ogni anno in questo periodo e che altrettanto rapidamente si dimentica. Sommi sacerdoti ne sono le massime autorità del nostro apparato giudiziario: il Primo Presidente della Corte di Cassazione e il Ministro di Giustizia che tradizionalmente, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, forniscono i dati aggiornati sul (mal)funzionamento della giustizia, sollevando, per qualche giorno, un’eco indignata nella stampa. Leggi tutto

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Non tutto il male vien per nuocere: la telenovela dell’Imu
L’Huffington Post – 17 gennaio 2014
di Carlo Stagnaro e Alberto Saravalle

Se volete delle buone leggi, bruciate quelle che avete e fatene di nuove“. Forse la caustica battuta di Voltaire non è generalizzabile, ma ci sono buone ragioni per pensare che valga per la tassazione sulla casa nel nostro paese. La telenovela dell’Imu – avviatasi con l’imposizione, da parte di Silvio Berlusconi, dell’impegno ad abolirla quale condizione per partecipare alla grande coalizione – sembra oggi prossima a concludersi, man mano che gli ultimi punti lasciati aperti dalla legge di Stabilità verranno sistemati. Eppure, non si ha la sensazione di un approdo definitivo: ci sono ancora troppe variabili, e i dubbi si spingono ben al di là della mera determinazione delle aliquote. Almeno un elemento positivo, però, sembra farsi strada: la netta distinzione tra Tasi e Tari – l’una volta a finanziare i servizi indivisibili, l’altra per i rifiuti e i servizi a domanda individuale – potrebbe dare l’avvio a un ripensamento complessivo delle finanza pubblica locale, suscettibile di introdurre razionalità e responsabilità che, oggi, proprio mancano. Leggi tutto

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La lista dei buoni propositi trovata a Palazzo Chigi
L’Huffington Post – 9 gennaio 2014
di Alberto Saravalle e Carlo Stagnaro

La Befana quest’anno, oltre al solito carbone, ci ha portato una sorpresa: una lista di buoni propositi (non firmata) su carta intestata Palazzo Chigi. Il periodo dell’anno è propizio per fare progetti ed evidentemente anche nei palazzi romani è ormai invalsa quest’ abitudine. Abbiamo pensato di condividerla con voi per vedere cosa potrebbe attenderci nel 2014. Leggi tutto

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Nel “Milleproroghe” ci sono cose che voi umani …
L’Huffington Post – 29 dicembre 2013
di Carlo Stagnaro e Alberto Saravalle

Il Salva Roma è morto, viva il Milleproroghe!

Il decreto predisposto dal Governo per far fronte alla quasi-bancarotta della Capitale è stato bloccato dal Capo dello Stato a causa del clima da “assalto alla diligenza” che si era venuto a creare. Conteneva infatti provvedimenti del tutto incompatibili con gli obblighi di finanza pubblica a cui il nostro paese è soggetto, quali misure volte a proteggere le aziende partecipate dal Comune di Roma da qualunque intervento di risanamento che lambisse i costi del personale. Non mancava, inoltre, una serie infinita di finanziamenti a pioggia per cause del tutto peculiari, dalle lanterne semaforiche ai treni a vapore. Proprio mentre annunciava il ritiro del decreto, però, il Ministro dei Rapporti col Parlamento, Dario Franceschini, ha dichiarato che alcuni di questi provvedimenti sarebbero stati “ricuperati nel decreto Milleproroghe”. Così, in effetti, è accaduto, con la riproposizione delle norme tese a prevenire il fallimento della Capitale. Leggi tutto

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Unione bancaria, la partita sulla leadership europea e i diktat tedeschi
L’Huffington Post – 20 dicembre 2013
di Alberto Saravalle e Carlo Stagnaro

Dire che l’Europa ha bisogno di un cuore è retorico. Però è indubbio che per rilanciare l’integrazione europea – l’abbiamo scritto più volte - occorre ripartire dalle istanze più vicine ai cittadini. Come dimostra il crescente sentimento antieuropeo, oggi è già difficile spiegare che di euro non si muore. E’ dunque infinitamente complicato fare una battaglia che apparentemente riguarda i banchieri, a torto o ragione percepiti come gli apprendisti stregoni che hanno cagionato la crisi. In realtà, la partita che si è giocata in questi giorni a Bruxelles sull’Unione Bancaria non tocca solo le banche, ma tutti noi. E’una battaglia politica. Ecco perché. Leggi tutto

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Renzi e i “liberaldemocratici”: alleati o avversari?
L’Huffington Post – 11 dicembre 2013
di Carlo Stagnaro e Alberto Saravalle

La vittoria di Renzi alle primarie del Pd è un “game changer” per la politica italiana. O, almeno, può esserlo. Non solo per il suo partito, e di riflesso per i principali rivali, ma anche per la galassia di movimenti che si riconoscono nei principi “liberal-democratici”. Parliamo, innanzitutto di Scelta Civica, che ha ritrovato, sotto la guida di Stefania Giannini, una propria coesione dopo la fuoriuscita della componente democristiana; di Fare per Fermare il declino, oggi impegnata in un processo di aggregazione con prospettive di ulteriori aperture (a partire dall’evento di sabato prossimo); di Ali che, nata da una costola di Fare, ha fatto il suo debutto in un convegno di grande successo, al quale hanno partecipato figure rappresentative anche di altri mondi; e di altre realtà minori, ma sicuramente significative sul piano intellettuale. Leggi tutto

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Privatizzazioni di carta? A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca
L’Huffington Post – 28 novembre 2013
di Alberto Saravalle e Carlo Stagnaro

La buona notizia è che dalla scorsa settimana finalmente le privatizzazioni sono ufficialmente entrate nell’agenda di governo, dopo tanto parlare in termini generali e un po’ fumosi. La cattiva notizia è che il piano è insufficiente e poco trasparente. Per il momento, infatti, manca un cronoprogramma, si tratta di operazioni dichiaratamente volte a non perdere il controllo, non sono state fornite indicazioni sulle modalità di realizzazione e, in taluni casi, restano forti perplessità sulla loro attuazione. Manca poi alcun accenno al vasto mondo del cosiddetto “capitalismo municipale” in larga parte disastrato, come è emerso dai fatti di Genova della scorsa settimana. Leggi tutto

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Non lasciamo l’Europa a chi vuole rottamarla
L’Huffington Post – 19 novembre 2013
di Carlo Stagnaro e Alberto Saravalle

Abbiamo ancora un’idea d’Europa? Il paradosso, che vivremo pienamente alle prossime elezioni europee, sarà che gli unici a parlare del futuro dell’Unione e della moneta unica saranno gli scettici. Cioè quelli che vedono (non sempre a torto) nella Commissione una burocratica macchina da guerra e nell’euro (in questo caso perlopiù a torto) una camicia di forza per le nostre imprese.

Le forze anti-Europa e anti-euro, che nel nostro paese si possono grossolanamente identificare in un vasto schieramento che va dalla Lega al Movimento 5 stelle e dalla sinistra massimalista alla destra populista, agiteranno di fronte agli elettori il drappo rosso indicando nell’Unione un capro espiatorio: Leggi tutto

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Privatizzazioni e rilancio dell’economia
Corriere della Sera – 17 novembre 2013
di Carlo Stagnaro e Alberto Saravalle

Interveniamo nel dibattito avviato sul Corriere sulle privatizzazioni che non sono un accidente contabile, ma una scelta politica. Bene hanno fatto Alesina e Giavazzi a sottolineare che la principale ragione per cui è necessario che lo Stato esca dal capitale delle aziende è creare le condizioni per la crescita e rimuovere quel freno alla concorrenza, implicito e talora esplicito, che deriva da un settore pubblico contemporaneamente arbitro e giocatore.
Visto che fanno parte del programma di governo è giusto dire chiaramente che sono una leva fondamentale per il rilancio dell’economia. Non sono una svendita del patrimonio pubblico degli italiani, come spesso si tenta di farle passare con facile retorica. Leggi tutto

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Le due Italie che non si parlano
L’Huffington Post – 8 novembre 2013
di Alberto Saravalle e Carlo Stagnaro

Dalla lettura dei giornali e dall’ascolto dei programmi televisivi si ha sempre più la netta sensazione che convivano in Italia due paesi distinti che parlano lingue diverse tra loro incomunicabili: da un lato il gergo della politica e dei chierici, dall’altro quello di tutti gli altri che lavorano, producono, pagano le tasse e, ormai da anni, soffrono gli effetti devastanti di una crisi apparentemente senza fine.

Si legge di quotidiane liti nel Pdl tra falchi e colombe, di caos tessere nel Pd in fase precongressuale, delle manovre per bloccare la decadenza annunciata di Berlusconi, della fiducia al Ministro Cancellieri, delle lotte intestine al M5S, delle rivalità all’interno della Lega, di scandali locali. Insomma la politique politicienne tiene sempre il banco e occupa le prime pagine dei quotidiani facendoci talora rimpiangere la mitica rubrica di Cuore “Chissenefrega”. Leggi tutto

 

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Diatribe in famiglia tra Renzi e Fassina: come tagliare il cuneo e vivere felici
L’Huffington Post – 28 Ottobre 2013
di Carlo Stagnaro e Alberto Saravalle

Matteo Renzi ha incalzato il governo nella partita sul taglio del cuneo fiscale. Stefano Fassina, su questo giornale, lo ha sfidato a indicare le coperture.

Noi parliamo a nuora (Fassina) sperando che suocera (Renzi) legga e intenda. Sebbene più volte abbiamo espresso simpatia per il sindaco di Firenze, la sua probabile vittoria alle primarie impone una maggiore dose di responsabilità. Le proposte di copertura avanzate da Renzi non sono verosimili e ha buon gioco Fassina a smontarle.

L’introduzione di un’imposta del 75% sui giochi, per esempio, avrebbe l’unico risultato di erodere la base imponibile e restituire vitalità al gioco illegale, che invece negli ultimi anni è arretrato dal 57% all’8% del totale. La pars construens del programma di Renzi deve, oggi, essere credibile, e lo sarà solo se e quando apparirà organica e sufficientemente argomentata. Leggi tutto

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Letta: tra leadership e compromesso
L’Huffington Post – 22 ottobre 2013
di Alberto Saravalle e Carlo Stagnaro

Negli ultimi mesi ci siamo spesso lamentati della paralisi decisionale che ha reso impossibile avviare le riforme strutturali che potrebbero portarci fuori dalle secche nelle quali ci troviamo. A ben vedere, però, molte altre grandi democrazie si sono trovate in queste settimane nelle sabbie mobili dell’indecisione. Pur avendo seguito percorsi diversi, avendo leggi elettorali e assetti istituzionali profondamente differenti, sono state accomunate da una condizione di stallo, a dispetto delle emergenze economiche che richiedono risposte rapide. Si tratta di una condizione endemica? E come se ne esce? La risposta – solo all’apparenza un ossimoro – è più leadership, ma anche compromesso (costruttivo). Leggi tutto

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Fama, Hansen, Shiller: cosa insegna il Nobel all’Italia
L’Huffington Post – 15 Ottobre 2013
di Carlo Stagnaro e Alberto Saravalle

Se i mercati sono efficienti, a che serve la politica? Il nostro paese ha molto da imparare dal premio Nobel per l’Economiaassegnato ieri a Eugene Fama, Lars Peter Hansen e Robert Shiller. Sono tre studiosi molto diversi tra di loro, ma che meritano di essere considerati in modo unitario perché, attraverso i loro contributi – per la verità non sempre coerenti gli uni con gli altri – hanno impresso alla disciplina un deciso passo in avanti, tanto nell’approccio quanto nel metodo.

Fama è l’artefice dell’ipotesi dei mercati efficienti: il corso di un’azione è imprevedibile nel breve termine. Le informazioni vengono rapidamente assorbite per cui nessun gestore di fondi, per quanto geniale, sarà mai in grado di “battere” il mercato.Leggi tutto

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La (mancata) crisi di governo: opportunità, trabocchetti e tutti a casa per cena
L’Huffington Post – 2 Ottobre 2013
di Carlo Stagnaro e Alberto Saravalle

L’improvvisa accelerazione della crisi politica italiana, dettata dalle dimissioni dei ministri di Forza Italia volute da Berlusconi, è stato un vero e proprio game-changer per il nostro paese. Le conseguenze dell’ennesima paralisi politica avrebbero potuto essere disastrose, ma hanno aperto una finestra di opportunità: per la prima volta, la costruzione di una “alternativa liberale normale” è diventata un’opzione possibile per il nostro paese.

Rispetto ai colpi di teatro ai quali il Cavaliere ci ha abituati nel passato – per esempio l’abbandono della Grande Coalizione che sosteneva il governo Monti – questa volta le circostanze erano del tutto diverse, sotto due profili distinti. Leggi tutto

 

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Destinazione Italia: Fusse che fusse la vorta bbona
L’Huffington Post – 23 Settembre 2013
di Alberto Saravalle e Carlo Stagnaro

Damned if you do, damned if you don’t” è una comune frase idiomatica inglese che indica le situazioni nelle quali qualunque scelta venga fatta si sbaglia o comunque si va incontro a un esito non positivo. La frase ci è tornata in mente leggendo alcune delle prime reazioni alla pubblicazione del piano “Destinazione Italia”.

Facciamo un passo indietro per inquadrare meglio il problema. L’Italia, nonostante sia la seconda economia manifatturiera in Europa e la quinta globale, è da tempo il fanalino di coda in termini di investimenti esteri Leggi tutto

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Qui o si governa l’Italia o si muore
L’Huffington Post – 17 Settembre 2013
di Carlo Stagnaro e Alberto Saravalle

In questa fase c’è un solo modo per essere sicuri di sbagliare: non fare nulla. Sfortunatamente, sembra che le cose stiano andando proprio in quella direzione: dopo una settimana di apatia politica, sembra che stia per cominciarne un’altra. La paralisi del quadro politico, appeso alle trattative tra Pd e Pdl per cercare una soluzione politicamente accettabile alla decadenza di Berlusconi dal ruolo di senatore, rischia di generare conseguenze drammatiche. Leggi tutto

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Ma la Grosse Koalition in salsa italica serve?
L’Huffington Post – 4 Settembre 2013
di Alberto Saravalle e Carlo Stagnaro

Tra poco e niente, è meglio poco. È quello che molti italiani hanno pensato quando è stato varato il governo di larghe intese. Certo, tutti avrebbero preferito un governo con una chiara Weltanschauung e un programma definito ma, visto come si stava evolvendo la situazione dopo le elezioni di febbraio, è sembrato che un governissimo, sotto l’autorevole e saggia guida, nel retroscena, del Presidente Napolitano, avrebbe potuto sopperire all’emergenza, avviando le riforme necessarie in attesa di tempi migliori per un nuovoround elettorale. Leggi tutto

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Letta sarà un Churchill o un Mac Donald?
L’Huffington Post – 29 Agosto 2013
di Carlo Stagnaro e Alberto Saravalle

Ramsay Mac Donald: chi era costui? Non si tratta del fondatore della nota catena di hamburger, ma di uno dei padri del partito laburista e primo ministro inglese che Winston Churchill, con una tagliente battuta, ha consegnato alla storia come “a sheep in sheep’s clothing“. Ebbene, ci ricorderemo di Enrico Letta come di un Mac Donald o piuttosto un Churchill che ha avuto il coraggio di offrire “blood, toil, tears, and sweat” in uno dei momenti più difficili della storia britannica? Leggi tutto

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Agosto, governo mio non ti conosco
L’Huffington Post – 21 Agosto 2013
di Alberto Saravalle e Carlo Stagnaro 

“Non credo che altrove succeda qualcosa, succede tutto qui” diceva Flaiano. Forse è vero per undici mesi all’anno, ma non in agosto. Del resto, basta smettere di leggere i giornali per qualche giorno di vacanza e, al rientro, ci si rende conto che nulla veramente è cambiato nel frattempo. In assenza del giallo dell’estate, che normalmente polarizza le discussioni sotto l’ombrellone, quest’anno il dibattito ha riguardato soprattutto Berlusconi e il futuro del centrodestra in Italia.

Abbiamo letto molte, più o meno dotte, analisi che ribadiscono come l’avvento di Berlusconi abbia impedito il formarsi di un partito liberale o conservatore di stampo europeo. Leggi tutto

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La ripresa è un sogno di mezza estate? Due proposte per svegliarci bene
L’Huffington Post – 8 Agosto 2013
di Carlo Stagnaro e Alberto Saravalle 

A fine anno ci sarà la ripresa? Dall’ultimo vertice tra Letta, Saccomanni e Visco è arrivato un segnale di ottimismo, dopo tanti mesi di cattive notizie. Segnale, del resto, confermato dal pur timido rialzo della produzione industriale (+0,1%), a fronte però di un risultato decennale a dir poco drammatico (-17,8%).

La cautela è, peraltro, doverosa, se si tiene conto delle previsioni ancora cupe per il risultato atteso nel 2013: si stima, infatti, che il Pil italiano nell’anno in corso lasci sul terreno un altro pesantissimo 1,8%. Leggi tutto

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Investimenti esteri: sole mare e pizza non bastano
L’Huffington Post – 2 Agosto 2013
di Alberto Saravalle e Carlo Stagnaro

A caccia di investimenti esteri? Nei giorni scorsi, il premier Enrico Letta ha citato l’imminente lancio di un programma denominato “Destinazione Italia“. Lo stesso Presidente Napolitano li ha definiti “cruciali”. Ci piace pensare che non sia l’ennesimo annuncio, più mediatico che di sostanza. Del resto, i roadshow all’estero, come quelli del governo Monti in Asia, nel Golfo Persico e più recentemente negli Stati Uniti si sa servono a poco.

Gli investitori sono disincantati e si attendono azioni concrete non autocelebrazioni o vaghe promesse. E, infatti, nel 2012 gli investimenti esteri diretti sono crollati del 70% scendendo da 34 a 10 miliardi di Euro. Che fare allora? Ecco alcune proposte concrete. Leggi tutto

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Privatizzazioni: basta che non sia il ballo di una sola estate
L’Huffington Post – 25 Luglio 2013
di Carlo Stagnaro e 
Alberto Saravalle

È bastata una semplice allusione alle privatizzazioni da parte del ministro Saccomanni (peraltro immediatamente ridimensionata) per scatenare un dibattito accesissimo sull’opportunità o meno di cedere partecipazioni e beni pubblici. Il tema è di fondamentale importanza, sia per i suoi potenziali effetti sui mercati interessati dalle privatizzazioni, sia per le ovvie conseguenze sul debito pubblico. La questione è estremamente complessa e non può essere valutata solo in termini contabili: bisogna quindi sperare che non si risolva tutto in un ballon d’essai estivo. Leggi tutto

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Un nuovo asse italo-britannico in Europa: Why Not?
L’Huffington Post – 19 Luglio 2013
di 
Alberto Saravalle e Carlo Stagnaro

Il viaggio di Letta a Londra nei giorni scorsi per incontrare Cameron riporta al centro del dibattito una serie di importanti questioni sul futuro dell’Europa. Troppe volte, negli ultimi tempi, i temi europei sono stati affrontati in chiave populistica con un bieco e crescente sentiment antieuropeo o con una quasi fideistica affermazione dell’armonizzazione più spinta in vista della creazione degli Stati Uniti d’Europa.

La verità, quantomeno in politica, sta spesso nel mezzo. Le linee guida indicate negli ultimi mesi da Cameron sono estremamente interessanti e Letta farebbe bene ad assecondare il leader britannico, aiutandolo a uscire dall’isolamento, e creando un nuovo forte asse in Europa. Leggi tutto

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Debiti della Pubblica amministrazione: a pagare e morire c’è sempre tempo
L’Huffington Post – 11 Luglio 2013
di 
Alberto Saravalle e Carlo Stagnaro

È difficile trovare una vicenda altrettanto rappresentativa dei problemi italiani quanto quella del debito commerciale accumulato dalle pubbliche amministrazioni: regole contabili arcaiche, bilanci delle amministrazioni poco trasparenti, negligenza dei funzionari, asimmetrie tra le regole applicabili alla PA e ai privati, lentezza dei processi decisionali, indifferenza della politica.

Tutto ciò causa un circolo vizioso. Le imprese chiudono, le banche accumulano sofferenze che impediscono di erogare nuovo credito e quindi altre imprese falliscono. Per non dire dei connotati tragici che queste vicende, sempre più spesso assumono, come evidenziato dall’alto tasso di suicidi degli imprenditori in questi anni. Tutti ne parlano da mesi, eppure nulla è successo. Perché? Quali sono le soluzioni tecniche in discussione? Leggi tutto

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Avvocati alla riscossa contro il ministro Cancellieri: continuiamo a farci del male 
L’Huffington Post – 5 Luglio 2013
di 
Alberto Saravalle e Carlo Stagnaro

“Continuiamo così, facciamoci del male”. La famosa battuta di Nanni Moretti nel film Bianca calza a pennello alle ultime uscite degli avvocati contro il ministro Cancellieri. La polemica riguarda il cosiddetto ritorno della mediazione obbligatoria nel Decreto del Fare e la revisione della geografia giudiziaria che prevede la chiusura dei “tribunalini”.

Gli avvocati si sono detti “umiliati e offesi” dalle recenti dichiarazioni del ministro, hanno rifiutato di incontrarlo e si accingono a condurre l’ennesima serrata battaglia in Parlamento contro le riforme della giustizia civile promosse dal governo (che, per la verità, ci erano sembrate casomai troppo timide). Non è la prima volta e vedremo con quali effetti non solo per il paese, ma per la loro stessa categoria. Leggi tutto

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Ogm: se le regole valgono solo per gli altri
L’Huffington Post – 27 giugno 2013
di Carlo Stagnaro e 
Alberto Saravalle

“L’italiano rispetta la legge soprattutto se coincide con i suoi interessi”. Questo vecchio aforisma è tanto più vero in quanto si riferisce al rispetto del diritto dell’UE. Nonostante il nostro europeismo di bandiera, infatti, gran parte dei nostri politici guarda all’Europa prevalentemente per attingere fondi (che per la verità non riusciamo neppure in parte minima a spendere) e per far passare riforme necessarie, ma impopolari, che nessuno vorrebbe altrimenti sottoscrivere. Che siamo tradizionalmente negligenti nel recepire le norme europee è un fatto noto. Negli ultimi tempi, però, stiamo anche divenendo apertamente (e scientemente) inadempienti, come dimostra la sortita del Ministro dell’Agricoltura, Nunzia De Girolamo, sugli Ogm. Leggi tutto

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All’Europa non piace la Commedia dell’Arte
L’Huffington Post – 21 giugno 2013
di 
Alberto Saravalle e Carlo Stagnaro

Spesso Berlusconi coglie l’umore del paese e lo ripropone in maniera provocatoria. Seguono, normalmente, una serie di articoli più o meno sdegnati dei suoi critici, in Italia e all’estero, che non fanno che aumentare la sua popolarità nel paese.

Questo semplice schema si è riprodotto per l’ennesima volta nei giorni scorsi quando Berlusconi, in modo ineffabile, ha detto ”Il Governo sfori il tetto del 3% tanto l’Europa non ci caccia”.

Il tema del mancato rispetto dei parametri del Fiscal Compact si presta a molteplici considerazioni che vale la pena affrontare (senza dilungarsi su quelle più squisitamente tecniche). Leggi tutto

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Italia Aperta, per dare le pagelle alla politica
Europa – 19 giugno 2013


Nasce domani ufficialmente Italia Aperta, associazione di stampo liberale che si presenta alla stampa e ai cittadini. Non è un partito. È piuttosto un think thank che vuole utilizzare competenze trasversali per portare progetti e idee utili a migliorare la vita degli italiani, uscendo dalla gabbia dei cenacoli esclusivamente tecnici e intellettuali.

Come? Il suo obiettivo dichiarato è di monitorare puntualmente le normative a livello nazionale e locale, per denunciarne le logiche clientelari, la mancata trasparenza, le asimmetrie informative, il mantenimento di posizioni dominanti, il contrasto con i principi di libera concorrenza e di mercato. Non solo: poiché ciò che manca nel nostro paese, molto spesso, è l’execution (ovvero l’attuazione attraverso normative secondarie dei provvedimenti annunciati dal governo) Italia Aperta si propone anche di segnalare le omissioni dell’esecutivo che, di fatto, vanificano le riforme varate. Leggi tutto

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Giustizia civile, primo passo ma occorre più coraggio
Il Sole 24 Ore – 19 giugno 2013

di Leonardo D’Urso e Alberto Saravalle

I provvedimenti del Governo sulla giustizia civile vanno nella giusta direzione, ma sono ancora largamente insufficienti. Un richiamo di 400 giudici ausiliari per ridurre i procedimenti pendenti nelle Corti d’appello, la reintroduzione della mediazione (sia pure temperata), l’ufficio del giudice, la semplificazione della motivazione e alcuni altri utili interventi minori possono far tirare il fiato ai tribunali. Purtroppo però questi provvedimenti non saranno in grado di risolvere una delle più gravi emergenze nazionali alla quale politica e operatori del settore sembrano da decenni assuefatti. La Banca d’Italia ha stimato la perdita attribuibile alla lentezza della giustizia civile in circa 16 miliardi di euro all’anno (un punto del Pil). Leggi tutto

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Decreto del Fare: Non basta sia giusto, deve anche sembrarlo
L’Huffington Post – 14 giugno 2013

di Carlo Stagnaro e Alberto Saravalle

Il primo provvedimento “di peso” del governo Letta, atteso a ore, sarà il “decreto del fare“. Il perimetro dell’intervento non è ancora chiaro. Secondo le anticipazioni disponibili sulla stampa, il decreto metterà le mani su “economia, occupazione giovanile, sburocratizzazione e giustizia”. Nell’attesa di conoscere il testo delle misure, si può comunque parlare di metodo, ovvero della tecnica legislativa che sembra sarà utilizzata.

L’esecutivo si muove all’interno di vincoli che rimangono stretti, nonostante la chiusura della procedura d’infrazione per deficit eccessivo (di cui ci siamo occupati qui). Come ha scritto Guido Gentili sul Sole 24 Ore di giovedì, “l’equilibrio acrobatico” su cui si regge il governo poggia su una “scala delle priorità” che è “all’interno della maggioranza che lo sostiene, fin troppo mobile”. Leggi tutto

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Le Riforme Istituzionali e il Dilemma del Prigioniero
L’Huffington Post – 8 giugno 2013

di Alberto Saravalle e Carlo Stagnaro 

Il dibattito sulle riforme istituzionali sta prendendo una brutta piega. Come nel dilemma del prigioniero, anziché cooperare per ottenere il risultato per tutti migliore, i partiti si preoccupano solo di limitare i propri rischi. In altri termini, si pensa più a impedire che l’avversario politico possa trarne un (presunto) vantaggio che al bene del Paese. E così ancora una volta si corre il pericolo di giungere a un nulla di fatto per effetto di veti incrociati.

Innanzitutto, la discussione sul presidenzialismo è viziata dal retro pensiero che Berlusconi, il demagogo per antonomasia, sia eletto grazie al voto popolare, nonostante l’età, i vari processi (e le condanne), i fallimenti del passato e la disistima internazionale. Ovviamente non si può escludere che Berlusconi si presenti, ma oggi vi sarebbero altri candidati in grado di far leva sul voto popolare (a cominciare da Renzi). Leggi tutto

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La Penisola del Tesoretto
L’Huffington Post – 30 maggio 2013

di Carlo Stagnaro e Alberto Saravalle

Tesoretto” è un neologismo utilizzato nel 2007 per la prima volta da Tommaso Padoa Schioppa per indicare un gettito fiscale superiore alle attese. Da allora, la parola è stata frequentemente utilizzata nel gergo politico, spesso a sproposito perché i fondi attesi in realtà non c’erano.

Le parole però sono importanti e creano delle aspettative. Parlare di “tesoretto” in occasione della chiusura della procedura di infrazione europea per deficit eccessivo contro l’Italia è fuorviante. Dimentichiamola dunque e guardiamo in faccia la realtà. La fine dell’infrazione significa che c’è denaro da spendere per nuovi investimenti? L’Italia può allentare di nuovo i cordoni della borsa? Non è così. Non si tratta certo di un via libera alla creazione di deficit ulteriori. Leggi tutto

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Mai sprecare una buona crisi: l’Europa al bivio
L’Huffington Post – 21 maggio 2013

di Alberto Saravalle e Carlo Stagnaro

“Non ci si può permettere di sprecare una seria crisi… è un’opportunità di fare cose che non si pensava di poter fare prima”. Questa famosa citazione di Rahm Emanuel, già capo di Gabinetto di Obama alla Casa Bianca, sembra calzare a pennello alla situazione dell’Eurozona che oggi si trova in mezzo a una recessione che non accenna a diminuire.

I numeri sono implacabili: settimo calo consecutivo del Pil italiano; secondo trimestre in rosso per la Francia; Spagna, Grecia e Portogallo e Cipro, nonostante i salvataggi, sempre in flessione; la stessa Germania in frenata e anch’essa a rischio decrescita. Per non parlare poi dell’emergenza disoccupazione che ha ormai toccato il 12,1% nel nostro paese. Leggi tutto

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La fine dell’austerità?
L’Huffington Post – 14 maggio 2013

di Carlo Stagnaro e Alberto Saravalle

Dopo un biennio passato pensando solo a tagliare i costi sembra tornare di moda Keynes che, com’è noto, diceva: “Il tempo giusto per le misure di austerità è durante un boom, non durante la depressione”.

La discussione politica pare nuovamente concentrarsi su “dove spendere” anziché su “cosa tagliare”. Nella due giorni di riunioni del G7 in Inghilterra, appena conclusa, la parola d’ordine è stata “job creation“. Da più parti si cerca ormai una mediazione tra austerità e crescita. Nessuno sa, però, in cosa consista. La diatriba tra gli assertori dell’austerity e quelli della crescita ha fatto venir meno l’asse franco-tedesco che aveva condizionato le scelte in Europa negli ultimi vent’anni. Leggi tutto

Il Governo Letta: As Good As It Gets
L’Huffington Post – 6 maggio 2013
di Carlo Stagnaro e Alberto Saravalle

Il governo Letta ha da pochi giorni giurato e sta iniziando a prendere le misure dei problemi da affrontare. Le aspettative sono molte, anche se vi è ancora un certo scetticismo circa la sua capacità di risolvere i problemi sul tavolo – scetticismo confermato dallo stesso premier quando, intervenendo al Senato, ha invitato a non pretendere troppo dal nuovo esecutivo. Soprattutto, mentre finora sono chiari gli interventi di spesa, vi è molta ambiguità circa la provenienza delle risorse per farvi fronte. Eppure, crediamo si debba dare fiducia al governo, non solo perché i partiti che lo compongono sanno che senza seri interventi sul piano istituzionale ed economico, alle prossime elezioni rischiano di essere spazzati via, ma anche e soprattutto perché, al di là delle inevitabili polemiche, vi è ormai convergenza sulle misure da adottare. Ripartiamo dunque dalla famosa lettera della BCE dell’agosto 2011, dalle partite lasciate aperte dal governo Monti (ad esempio, la proposta Giavazzi sull’abolizione dei sussidi alle imprese e la delega fiscale) e dalle relazioni dei “Saggi”. Leggi tutto

Pacta sunt servanda (ma non per lo Stato)
L’Huffington Post – 26 aprile 2013
di Carlo Stagnaro e Alberto Saravalle

Nell’intervento di lunedì di fronte al Parlamento, il Presidente Napolitano ha colto con lucidità le ragioni profonde dello scollamento tra una vasta parte dell’elettorato e le istituzioni. L’antipolitica – cioè il rigetto della politica come professionalità, della rappresentanza come strumento della democrazia e dei partiti come cinghia di trasmissione della società civile – non nasce solo dallo scandalo per i troppi privilegi di cui gode la “casta” politico-burocratica. Essa trae origine anche e soprattutto da “una lunga serie di omissioni e di guasti, di chiusure e di irresponsabilità”. Leggi tutto

Accountability: meglio un sottosegretario che una responsabilità
L’Huffington Post – 17 aprile 2013
di Carlo Stagnaro e Alberto Saravalle

Accountability è una bella parola inglese che denota il senso di responsabilità per cui si risponde delle proprie azioni ai soggetti che ci hanno eletto o nominato. Non c’è una precisa traduzione in italiano. E forse non è un caso. E’ un concetto abbastanza estraneo alla nostra cultura, specie se applicato al mondo della politica. Eppure se ne parla spesso in queste settimane sotto diversi profili. Il rischio è che poi ce ne dimentichiamo al momento delle riforme. Innanzitutto la nostra legge elettorale – il famigerato Porcellum -, impedendo agli elettori di scegliere per quali candidati votare, ha totalmente eliminato ogni rapporto tra l’eletto e la propria constituency. Si viene eletti solo in virtù dei risultati del partito e delle scelte della segreteria politica sull’ordine di lista: dunque non si risponde all’elettorato della propria circoscrizione. Anzi, spesso, si viene catapultati in una diversa regione, ove non si ha alcun legame con il territorio, solo perché lì il partito è più forte e può garantire l’elezione. Leggi tutto

Taglio costi della politica: piccola guida pratica
L’Huffington Post – 11 aprile 2013
di Carlo Stagnaro e Alberto Saravalle

Pochi obiettivi politici appaiono più condivisi del “taglio dei costi della politica”. Ne parlano esplicitamente gli 8 punti di Bersani e quelli di Berlusconi, mentre il Movimento 5 Stelle ci ha addirittura costruito un’intera campagna elettorale sopra.
In effetti l’Italia spende, per il mantenimento dei propri organi legislativi ed esecutivi e della rete diplomatica, circa il 2,5% del Pil, pari grossomodo a un punto percentuale più di Francia, Germania e Gran Bretagna. In particolare, il nostro paese spende in misura sproprozionata sia in termini pro capite sia rispetto al Pil, se si tiene conto della popolazione (i paesi piccoli spendono relativamente di più perché non riescono a “spalmare” i costi fissi della rappresentanza su una base più ampia, mentre l’Italia è di gran lunga il più spendaccione tra i paesi di dimensioni medio-grandi). Leggi tutto

La Terza Repubblica inizia con tutti gli uomini del Presidente?
L’Huffington Post – 5 aprile 2013
di Carlo Stagnaro e Alberto Saravalle

Con la nomina dei “saggi”, la politica italiana è entrata in una nuova era. I partiti, che hanno dimostrato di non riuscire più a interpretare i desiderata degli elettori, sono stati di fatto esautorati dal ruolo di laboratorio di idee e programmi. I loro leader, incapaci di trovare quei ragionevoli compromessi che è lecito attendersi da consumati politici quali essi sono, sono stati rimpiazzati dagli uomini del Presidente.
Nel vuoto di idee e di leadership, l’unico potere forte (non già in virtù di prerogative costituzionali, ma dell’autorevolezza e del rispetto degli italiani) in questo momento ha giocoforza allargato il proprio campo d’azione. Leggi tutto

A free lunch? Alcune riforme a costo zero
L’Huffington Post – 26 marzo 2013
di Alberto Saravalle e Carlo Stagnaro

The check is in the mail. È la frase con cui tipicamente i debitori americani si giustificano davanti alle richieste di pagamento dei propri creditori (in Italia nessuno si fiderebbe di spedire un assegno per posta). È anche nota come una delle più comuni bugie. In politica – quando si chiede come saranno finanziate le promesse di riforma – le risposte equivalenti sono: “con i tagli ai costi della politica” e “con la lotta all’evasione fiscale”.

Nella scorsa campagna elettorale, Berlusconi ha dimostrato maggiore fantasia parlando anche del fantomatico accordo con la Svizzera per la tassazione dei depositi degli italiani in quel paese con i cui proventi avrebbe rimborsato l’Imu sulla prima casa. La realtà è sempre ben diversa e si finisce per non realizzare le promesse elettorali perché costano, non ci sono fondi e non si ha il coraggio di fare tagli. Leggi tutto

L’Italia non è il Belgio
L’Huffington Post – 20 marzo 2013
di Carlo Stagnaro e Alberto Saravalle

Il Belgio è rimasto quasi due anni privo di un governo, tra le elezioni di giugno 2010 e la fine del 2011, per l’incapacità dei partiti di trovare un accordo. Quasi due anni che le cronache definiscono “felici”: con un tasso di crescita, nel 2010 e 2011, pari rispettivamente al 2,4 e all’1,8%, un debito pubblico inferiore al 100% del Pil, e la disoccupazione in calo dall’8,3% al 7,2%. È un modello esportabile?
Molti in Italia flirtano con l’idea, usando la formula – oscura e pudica assieme – della “prorogatio” del governo Monti per lo svolgimento degli affari ordinari (o invocando un governo di minoranza dedito solo alla riforma della legge elettorale in attesa di tornare alle urne). Leggi tutto

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Il tempo della politica è lento. Il tempo dei mercati è rock
L’Huffington Post – 13 marzo 2013
di  Alberto Saravalle e  Carlo Stagnaro

I giorni passano stanchi mentre si attende che si consumi il tentativo di Bersani inevitabilmente destinato al fallimento. E’ un rito necessario solo a fini interni, per chiudere la sua stagione di segretario del PD. Nessuno veramente crede che possa portare alla formazione di un nuovo esecutivo ancorché di minoranza. Nel frattempo, Renzi si è ripresentato sulla scena con una serie di proposte interessanti e una rinnovata vitalità, forte della fiducia che sta acquisendo anche sui mercati internazionali. L’articolo di Münchau sul Financial Times di qualche giorno fa ne è la riprova. Il ritorno alle urne a breve, come Renzi auspica, purtroppo non sembra verosimile. E’ un’illusione pensare che si possa votare a giugno, date le innumerevoli scadenze istituzionali. Basti, poi, ricordare che dallo scioglimento delle camere alle elezioni devono passare non meno di 45 giorni; senza contare il tempo necessario all’elezione del nuovo Capo dello Stato. Poiché la campagna elettorale non è possibile in estate, ragionevolmente la prima data utile sarebbe in autunno. Leggi tutto

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Fermare il Declino: “II vero voto utile è per il cambiamento” 
L’Inkiesta – 23 gennaio 2013
di  Alberto Saravalle e  Luigi Zingales

 Caro Direttore,

Ci rivolgiamo ai lettori al suo giornale – che leggiamo e apprezziamo – perché crediamo che in questa campagna elettorale si trovino di fronte a una scelta difficile. Ci riferiamo a quella borghesia colta e illuminata che, dopo un ventennio di Berlusconismo, trascorso tra mal di pancia e mugugni, si era illusa di poter voltare pagina per intraprendere un nuovo percorso di ricostruzione civile e crescita. A loro vogliamo spiegare i nostri principi nella convinzione che nel nostro programma e nella nostra coerenza risieda il vero voto utile. E non quello che tradizionalmente è espressione del compromesso.

I dodici mesi del governo Monti non hanno realizzato molte delle attese: dal tecnocrate che diceva di non avere ambizioni politiche ci si aspettavano riforme più efficaci (in particolare del lavoro), la fine del tradizionale e ormai superato metodo di concertazione, l’avvio di un piano di dismissioni del patrimonio pubblico, l’adozione del piano di Francesco Giavazzi sull’abolizione dei sussidi quasi assistenziali alle imprese e un primo taglio deciso ai costi della politica. Leggi tutto

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Destra-Sinistra, Vecchio-Nuovo: Istruzioni per l’uso in campagna elettorale
L’Huffington Post – 10 gennaio 2013

Nelle ultime settimane si è spesso detto che la tradizionale divisione destra-sinistra non ha più molto senso. Il tema, affrontato sempre più di frequente in editoriali e blog in questo primo scorcio di campagna, nel tentativo di inquadrare i nuovi soggetti politici che stanno scaldando i muscoli in attesa della competizione elettorale, è divenuto di attualità quando Monti lo ha ribadito a chiare lettere nella conferenza stampa nella quale annunciava la propria “salita” in politica. Il punto, però, non è che destra e sinistra non esistono più – sarebbe come dire che non ci sono più le mezze stagioni – ma che i governi sono costretti a perseguire politiche diversificate, una volta patrimonio esclusivo dell’una o dell’altra parte politica, a seconda della situazione economica o politica contingente o della convenienza in chiave elettorale. Fenomeno colto con chiarezza da Nanni Moretti nel film “Aprile” quando esortava D’Alema a “dire qualcosa di sinistra”. Leggi tutto

formiche

La Giustizia nel dimenticatoio della campagna elettorale
Formiche – 28 dicembre 2012

Quanto più si avvicinano le elezioni, tanto meno si sente parlare di programmi, mentre il dibattito si sposta su alleanze elettorali e leadership. Tra i temi apparentemente dimenticati in queste settimane vi è, in particolare, la giustizia che in passato aveva infiammato il dibattito politico e riempito le pagine dei quotidiani. La stessa Agenda Monti dedica solo pochi cenni a questi temi, per lo più in materia penale, salvo un generico richiamo alla disciplina dei conflitti d’interesse.

Per anni un’ossessiva campagna mediatica aveva fatto credere che le riforme prioritarie per il Paese fossero la separazione delle carriere dei giudici, la disciplina delle intercettazioni e l’immunità delle principali cariche dello Stato. Alla gran parte degli italiani, invece, quando si parla di giustizia, il pensiero va alla lentezza dei procedimenti, all’inefficienza dei tribunali, alla prescrizione che alla fine salva sempre i colpevoli, agli eccessi della carcerazione preventiva, alla giustizia tributaria che troppo spesso interviene dopo l’esecuzione forzata che ha messo in ginocchio il contribuente, e alla mancata specializzazione dei giudici. Leggi tutto

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Italy in 2013: Will the patient have a relapse?
CNN Fareed Zakaria, Global Public Square  – 21 dicembre 2012

Just as the rest of the world was beginning to have some confidence in Italy’s ability to overcome its structural problems, the goodwill generated under Prime Minister Mario Monti could be about to vanish.

Italy is once again in the Eurozone hot seat, leaving observers with four key questions about Italy and its prospects for 2013: What happened? What happens next? Should we be worried? And what does the government plan to do?

What happened? After the ruinous finale of Silvio Berlusconi’s last government, a Grosse Koalition comprised of the main political parties reluctantly supported a technocratic government led by Monti. Although not all expectations for the new government have been fulfilled, enough was done to restore Italy’s credibility. Leggi tutto

huffington

II programma di ‘Fermare it declino’: Italia paese civile
L’Huffington Post – 21 novembre 2012

Le elezioni politiche si avvicinano inesorabilmente e l’atmosfera comincia a surriscaldarsi. I temi all’ordine del giorno sono i soliti: legge elettorale, programmi e candidature. Sulla prima si inizia a vedere qualche luce, per le candidature è ancora troppo presto. Parliamo dei programmi. Attenzione, però, non mi riferisco alle migliaia di pagine scritte dai funzionari di partito o da qualche intellettuale arruolato per l’occasione, mai lette da nessuno e immediatamente cestinate il giorno dopo le elezioni, ma alla concezione del mondo – quella che con un felice termine tedesco viene chiamata Weltanschauung.

Finora, solo Fermare il Declino, presenta una chiara e coerente visione del paese e dell’agenda politica. Al di là delle ormai ben note ricette economiche per uscire dalla crisi (riduzione del debito pubblico, tagli alla spesa pubblica, meno tasse, privatizzazioni, liberalizzazioni, efficienza della giustizia, meno sussidi e più incentivi per i disoccupati, ecc.), vi è infatti un disegno di ampio respiro. Leggi tutto

lemond

France et Italie : deux pays face à la crise 
Le Monde.fr – 15 ottobre 2012

Même si les différences sont nombreuses – notamment parce qu’en France l’Etat est présent et fonctionne – les deux pays rencontrent des problèmes similaires : une dette exorbitante, un secteur public prépondérant, une dépense publique excessive, une faible compétitivité et un grand besoin de faire repartir le cercle vertueux de la croissance. Les vieilles recettes fondées sur l’illusion dirigiste de la juste “politique industrielle” pour relancer l’économie n’ont pas marché, ni en France ni en Italie.

Ainsi, faute de mieux, on recourt à l’impôt. C’est ce qui se passe actuellement avec la première loi de finance de l’ère Hollande : 20 milliards d’impôts en plus, partagés entre les entreprises et les particuliers, auxquels s’ajoute l’effet d’entraînement des mesures prises précédemment. Leggi tutto

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Italian Politics After Monti 
The Wall Street Journal – 23 settembre 2012

The good news is that Italy is safe. Even Moody’s, in a report last month, conceded that if Italy continues its planned reforms, it could return to pre-crisis levels of GDP as soon as 2013. But safety—remaining in the euro zone—is not enough.

The bad news is that Italy still lacks a long-term plan to spur growth and investment, beyond the implementation of short-term crisis measures. Even if there were such a plan, Italian politicians in the past have consistently shown themselves unable to rise above petty squabbling and rivalries, which they must in order to achieve serious long-term reform.

The political status quo has been temporarily on hold since November, under the technocratic government of Prime Minister Mario Monti, which so far has received the (reluctant) backing that it needs in Parliament to pass emergency economic measures. But Mr. Monti has repeatedly said he will not run in Italy’s next general election, scheduled for spring 2013. His threat should be taken seriously. After the election, Italy’s shaky pro-reform coalition could fall apart entirely. Leggi tutto

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Rome must embrace the barbarian 
The Lawyer - 17 settembre 2012

Recently the Sunday Times reported on the sale of the first tranche of Italy’s vast state-owned real estate, including historic palaces (formerly home to government ministries), castles and former convents.

The tone of the article was critical and cast doubts on the possibility of finding buyers, “at a time when foreign investors are shunning Italy as a weak link in the Eurozone”. A treasury official was quoted stating the project was “complicated” since there is little cash in Italy, implying concern that these assets would be bought by foreigners.

In truth, the problem is not the sale but, quite the contrary, the risk that it is being postponed for the upteenth time or avoided altogether.Leggi tutto

coreco

Le liberalizzazioni del vicino sono più verdi 
Corriere economia - 13 febbraio 2012

 C’è un’ espressione nel gergo anglosassone che descrive il fenomeno al quale abbiamo assistito in queste settimane: Nimbyism. La radice è l’acronimo Nimby (Not in my back yard), ovvero non nel giardino retrostante la mia casa. Il dizionario Collins la definisce come la prassi di opporsi a un intervento che tocca specificamente la località ove risiede quel soggetto. Ad esempio, tutti sono d’accordo ad avere degli inceneritori per i rifiuti, basta che siano lontani da casa. La stessa cosa avviene ora dinanzi al decreto sulle liberalizzazioni. Ovviamente, non vi è chi non convenga che siamo in una situazione molto difficile e che sia necessario intervenire in modo incisivo per stimolare la crescita. Vi è altresì un diffuso consenso sul fatto che la nostra economia sia ingessata dai molteplici ostacoli tecnici e dalle norme settoriali che limitano l’accesso all’entrata e quindi diminuiscono la concorrenza, facendo lievitare i costi per i consumatori. Leggi tutto

ftalphaville

While Rome is Burning 
FT Alphaville - 30 gennaio 2012

What happens to M&A while Rome is burning? In the past few months Italy has been in the midst of a political, economic and financial crisis. Although the entire Eurozone has been deeply affected, undoubtedly the eye of the storm was in Greece and Italy. One would have expected that Italy’s downgrading and the fears of the Eurozone break-up be reflected in the M&A market, in terms of fewer deals and increased reluctance on the part of foreign players to invest. Yet the provisional data available to date according to a report issued by KPMG is utterly inconsistent with this gloomy picture. Although the number of deals and volume remain among the lowest of the decade and significantly lower than those of other European countries, there is a significant increase in both (+19% in volume and + 6% in numbers). This data is particularly striking when compared with that of the global M&A market which, after a buoyant first semester, resulted at year-end in a decrease of approximately 7% compared to the previous year. Leggi tutto

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Fire sale 
The European Lawyer – dicembre 2011-gennaio 2012

Italy is trying to have its cake and eat it in response to a political and public outcry over the loss of several “national treasures” to the clutches of foreign companies – Parmalat and Bulgari being the two most egregious examples.

On the one hand, ministers considered putting a series of protectionist measures in place; on the other, the government may need to sell some of its holdings in state-owned companies to reduce the huge deficit that is putting the country’s solvency at risk. Leggi tutto

 


IL BLOG

Le elezioni francesi, il terrore e la legge di Murphy

 21/04/2017 10:08 CEST | Aggiornato 21/04/2017 10:19 CEST

NURPHOTO VIA GETTY IMAGES

La legge di Murphy (se qualcosa può andare male, lo farà) forse non ha solide basi scientifiche, ma molto spesso ci azzecca. Le elezioni presidenziali francesi sembrano darne ulteriore conferma. Lo scenario da incubo (un ballottaggio al secondo turno tra Le Pen e Mélenchon), che fino a poche settimane fa nessuno osava neppure immaginare, è non solo verosimile, ma per alcuni analisti anche probabile. Ormai – dopo Brexit ed elezioni Usa - dovremmo essere abituati a non dare molto peso ai sondaggi e soprattutto alle solide certezze degli opinionisti, ma finiamo per ricascarci ogni volta.


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