L’Antimeeting di Milano: breve cronaca di una giornata indimenticabile

domenica, 10 febbraio 2013 @ 15:01

Non ho esperienza di congressi di partito o grandi convenzioni politiche, ma non solo per questo mi è veramente difficile raccontare l’Antimeeting: una giornata splendida e indimenticabile piena di emozioni e di stimoli che vanno ben oltre le parole.
Impossibile dar conto di tutti gli spunti, le idee, le proposte. Per questo rinvio ai numerosi tweet nei quali ho ripreso le affermazioni più importanti dei molti relatori. Vorrei piuttosto raccontare l’evento, così come l’ho vissuto e lo ricordo.

Sono venuto alla Fiera abbastanza presto, anche per verificare che il gazebo che avevamo predisposto dare informazioni sul programma Giustizia fosse attivo e funzionante. La gente è arrivata un po’ alla volta. Ho ritrovato molti amici e anche tante persone che non conoscevo e che avevano voglia di parlare, di raccontare delle proprie esperienze, di dare suggerimenti, di incoraggiarci e di chiederci di partecipare a eventi organizzati in diverse città. Tra tanti, ricordo con piacere un mio ex studente all’Università di Padova, che  mi ha fermato per farmi vedere, con grande orgoglio, come il quotidiano locale “La Tribuna” attribuisse a Fare il 24% a Treviso.
Poi la sala, che è enorme, si è gradualmente riempita: circa 4000 persone presenti, molte altre migliaia raccolte in altre sale o collegate in streaming. Pullman arrivati da tutta Italia. Gente festante con bandiere e magliette di Fare. Persone di tutte le età impegnate nella macchina organizzativa.

Si sono spente le luci e in un rullo di tamburi è iniziato l’Antimeeting. Merita di essere ricordata la splendida conduzione di Sebastiano Barisoni, vice direttore di Radio 24, che con interviste ai relatori e commenti ha magnificamente interpretato e messo in luce la passione civile delle persone presenti e la consistenza dei programmi esposti.
Dopo il benvenuto di Michele Boldrin, in mattinata si sono succeduti i messaggi dei fondatori che, senza retorica ma con parole capaci di toccare il cuore e la testa dei partecipanti, hanno affrontato i principali temi del nostro programma: debito pubblico, liberalizzazioni, privatizzazioni, giustizia, donne, banche e finanza, scuola e istruzione.

A fine mattinata le prima novità importanti: dieci grandi economisti hanno accettato di fare da garanti del nostro programma e una volta all’anno ci valuteranno in modo indipendente. Ottanta economisti che insegnano in Italia e nelle migliori università all’estero hanno firmato un appello a votare per noi. Oscar ha concluso la prima parte dell’Antimeeting ricordando che i nostri candidati si sono impegnati a non fare più di due mandati, a non ottenere rimborsi elettorali e a non cumulare cariche pubbliche.

Nel pomeriggio sono arrivati, in collegamento video, alcuni importanti endorsement da noti opinion maker: Franco Debenedetti, Francesco Giavazzi ed Emma Marcegaglia.
Questi messaggi sono tanto più significativi perché giungono da persone che non sono legate al nostro movimento (anzi, Franco Debenedetti per alcune legislature è stato senatore eletto con il PD) e che, nel conformismo generale di molti esponenti del mondo industriale e intellettuale, hanno invece scelto di esporsi per noi.
Anche la nota economista Ester Faia, che insegna alla Goethe Universität di Francoforte, ha inviato un videomessaggio appoggiando Fare e confermando la realizzabilità del nostro programma.

Il resto del pomeriggio è stato dedicato ai  gruppi di lavoro (Welfare, Donne e Famiglia, Giovani Scuola e Università, Energia, Rilancio Economico e Piccole e Medie Imprese, Giustizia, Rifondazione dello Stato, Patrimonio Culturale) che hanno esposto sinteticamente le linee guida del programma.
Anch’io ho parlato del programma Giustizia esponendo il nostro piano per i 100 giorni e le riforme strutturali che poi vogliamo realizzare per rimettere in moto una macchina inceppata. Mi ha colpito che, nonostante il tecnicismo dei temi trattati, non si muovesse una foglia nell’audience. Praticamente tutti sono rimasti fino alle 7 passate, anche se gran parte delle persone doveva poi affrontare lungo viaggio di ritorno.

Oscar ha concluso con un lungo discorso che ha entusiasmato il pubblico e nuove proposte concrete: il sostegno alla richiesta di ieri della Banca d’Italia per maggiori poteri, il pagamento dei debiti commerciali dello Stato grazie alla garanzia della Cassa Depositi e Prestiti, dichiarazioni dei redditi per famiglia e riduzione delle imposte e contributi per chi ha meno anzianità contributiva. Alcune considerazioni sulla responsabilità  politica di questa brutta campagna elettorale: da un lato, il PD che ha perso la chance di Renzi, e dall’altro Monti che ha scelto di salire in politica con Fini, Casini e Montezemolo. Infine, un appello ai Renziani delusi, ai Grillini, ai Radicali e a coloro che pensano di astenersi. Dateci fiducia. Sapremo onorarla.

Sono state per tutti dieci ore intense e coinvolgenti. Guardando la sala piena ho avuto i brividi, pensando a quanta strada abbiamo fatto in questi pochi mesi, a quanto entusiasmo abbiamo suscitato tra la gente, a quanta genuina voglia di cambiamento sta crescendo attorno a noi.
Come ha detto Obama, dopo l’elezione a novembre: il meglio deve ancora venire.

Le mie foto dell’Antimeeting sono sulla mia pagina di Facebook

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