Mps: quel che ci insegna questa storia

giovedì, 24 gennaio 2013 @ 16:06

Il tema più rilevante che Zingales sul Sole 24Ore pone da tempo riguarda il controllo da parte delle fondazioni sulle banche, per evitare che la politica – soprattutto locale – in qualche modo entri nelle scelte manageriali. In effetti, questa è un’anomalia italiana.
Siamo passati da un sistema bancario prevalentemente pubblico a uno semi-pubblico. Si potrebbe aprire il capitale ad altri players. Nel passato, ad esempio, avevo proposto di favorire l’ingresso dei fondi di Private Equity, come è avvenuto negli Stati Uniti, sottoponendoli però a rigorosi controlli per evitare conflitti di interesse (cfr. la mia intervista televisiva a Class CNBC con Cabrini o il mio intervento all’Annual del Sole 24 ore di Novembre).
Condivisibile anche il richiamo al cosiddetto Whistleblowing: si tratta di meccanismi che assicurano l’immunità o premi per coloro che, dall’interno della società o di una banca, rivelano illeciti o falsi in bilancio. Introdotti negli Stati Uniti dopo lo scandalo Enron, simili meccanismi sono contenuti anche nelle legislazioni antitrust più avanzate, compresa quella italiana. E noi stessi – come FARE – li abbiamo proposti per combattere la corruzione.

Anche in questi casi, la macchina della giustizia che non funziona fa sì che manchi il deterrente a commettere illeciti societari e finanziari. I limiti di pena, i termini di prescrizione e le varie esclusioni previste dalle riforme degli ultimi anni del falso in bilancio fanno sì che siano veramente rari i casi di amministratori condannati. Questo fatto, ben noto all’estero, porta un grave pregiudizio al sistema Italia perché le imprese italiane risultano meno appetibili.

Negli USA, invece, la riforma introdotta dopo il caso Enron è andata esattamente nel senso opposto: ha accentuato la responsabilità individuale dei principali dirigenti delle società nell’attestare la correttezza non solo dei bilanci, ma anche dei conti trimestrali.
Più in generale, la vicenda induce a portare l’attenzione sulla qualità, più che sulla quantità dei controlli ad opera degli organi di vigilanza.

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