Calano i redditi, precipitano i consumi: come ce la caviamo?
23/01/2013 di Alberto Saravalle.

I dati purtroppo confermano una realtà dura e ben diversa da quella, rassicurante, che spesso viene evocata in campagna elettorale: “il peggio è passato”, “non ci saranno manovre correttive”, “la ripresa ci sarà nella seconda metà del 2013”.
La verità vera e scomoda è che il paese è ancora in recessione e gli italiani sono sempre più poveri.
Gli ultimi dati diffusi da Acri Ipsos nel corso della Giornata del Risparmio confermano che ormai circa un terzo delle famiglie italiane (il 31%) è costretto a intaccare i propri risparmi e a vendere beni o a ridurre investimenti per  far fronte alle spese correnti.

Non c’è da stupirsi se i consumi calano. Se i cittadini sono disorientati, depressi, infuriati, sfiduciati.

È finito l’effetto dell’anestesia praticata al paese da Berlusconi e Tremonti, con pesanti iniezioni di ottimismo facilone: consumate, spendete, in Italia stiamo meglio che all’estero. Ed è finita anche la paralisi da shock dell’anno scorso.
La verità è che per far ripartire i consumi occorrono due urgenti interventi strutturali: riduzione del carico fiscale. Interventi sul lavoro per combattere la disoccupazione e il precariato.

Il taglio delle tasse, però, non si può fare se contemporaneamente non si taglia in modo drastico la spesa pubblica inefficiente. E per accrescere il numero degli occupati ci vogliono insieme flessibilità e tutele.
La flessibilità consente di assumere giovani, donne e precari, ma il trade off, il negoziato virtuoso da proporre, è questo: lavoro a tempo indeterminato a fronte di possibilità di licenziamenti in caso di difficoltà economiche dell’azienda, con costi limitati e senza contenzioso per i nuovi assunti.
Non dimentichiamo che è inoltre indispensabile rafforzare, anche con il ricorso ai privati, la formazione e il collocamento dei 50enni che perdono il lavoro. I dati ci dicono che il collocamento pubblico non funziona.

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Lunedì 23 Febbraio sarò ospite di Chiara Piacenti nella trasmissione Buongiorno inBlu, in onda alle 8:30 di mattino su Radio InBlu. Parleremo della ormai celebre sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti che ha dichiarato incostituzionale il ricorso all'International Emergency Economic Powers Act per fondare il potere del Presidente Trump di imporre dazi, senza l'approvazione da parte del Congresso.

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