L’ennesimo grido di dolore e i rimedi rapidi e possibili
24/01/2013 di Alberto Saravalle.

I dati riportati sono noti: 9 milioni di processi in corso. Sette anni necessari per una causa civile e cinque per un processo penale. Sui quotidiani, quando si parla di Giustizia, ricorre ormai la parola “collasso”. Domani sentiremo l’ennesimo grido di dolore del Primo Presidente della Cassazione.
Ormai il rischio è l’assuefazione. La gente comincia a credere che sia qualcosa di inevitabile, un po’ come l’influenza invernale.
La verità è il contrario. Per affrontare la crisi strutturale della Giustizia italiana si può fare molto e in tempi rapidi (guardate qui i paragrafi “Giustizia”), ma occorre avere chiare le priorità.
Abbiamo alle spalle un “ventennio perduto” tra futili dibattiti, polemiche pro o contro la magistratura.
Invece che ad una discussione sui temi cruciali per tutti abbiamo assistito a una radicalizzazione del conflitto su temi appartenenti all’interesse di una parte politica.
Il governo Monti ha appena toccato la punta dell’iceberg. Purtroppo abbiamo l’intero iceberg da sciogliere.

E bisogna farlo presto. Per questo noi abbiamo preferito individuare una serie di interventi prioritari da poter attuare nei primi mesi.

Prossimi appuntamenti

Giovedì 8 gennaio Carlo Stagnaro ed io saremo ospiti di Lodi Liberale per parlare di Capitalismo di guerra in dialogo con Roberto Brazzale e Lorenzo Maggi, Presidente di Lodi Liberale. La presentazione online avrà inizio alle ore 21:00. Si potrà seguire in diretta sulla pagina Facebook di Lodi liberale o cliccando sul link di accesso https://us02web.zoom.us/j/83876835264

Video

Il video del mio intervento a Quante Storie su su Rai 3.

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